23 giugno 2017
Aggiornato 12:00
Dietrofront del governo sulla legge di Bilancio

Manovra, quella «sforbiciata» last minute ai finanziamenti monstre

Nella legge di Bilancio 2017 erano previsti stanziamenti molto generosi per la Ryder Cup Europe e il Campionato mondiale di sci: circa 120 milioni di euro. Più del doppio di quanto il paese risparmierebbe qualora passasse la riforma costituzionale

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. (Joeklamar | Afp.com)

ROMA – Una bella sforbiciata alla manovra finanziaria. E' quello che è successo nelle scorse ore, visto che alcune norme inizialmente inserite nella legge di Bilancio 2017 sono saltate. Riguardavano generosi finanziamenti per eventi sportivi di rilievo internazionale e secondo il Movimento 5 stelle si trattava di «regalini» o mance elettorali. Ma, nonostante la sforbiciata del governo, potrebbero resuscitare nei prossimi mesi sotto forma di emendamenti parlamentari. Silenziosamente.

Stanziamenti generosi in tempi di crisi
100 milioni di euro per la Ryder Cup Europe LLp. La società che organizza l'omonima e famosissima competizione internazionale nel mondo del golf che si svolgerà a Guidonia nel 2022. Altri 20 milioni di euro per il Campionato mondiale di sci alpino che si svolgerà a Cortina nel 2021. Altri 15 milioni di euro per la realizzazione di un centro dati nell'area della Manifattura Tabacchi di Bologna. Questi ingenti finanziamenti – ed altri - erano previsti nella manovra finanziaria del governo Renzi, ma sono stati stralciati nelle scorse ore. Le norme sono state cancellate, tuttavia questi generosi stanziamenti potrebbero resuscitare nei prossimi mesi ed essere approvati sotto forma di emendamenti.

Cifre monstre in contrasto con le priorità del paese
Si tratta di cifre monstre la cui destinazione strideva un tantino con le priorità del paese in tempi di crisi come quello che stiamo attraversando. Basti pensare che alla vigilia del voto referendario che si svolgerà il 4 dicembre prossimo, l'Italia è spaccata in due per quei 57 milioni di euro che, secondo il governo, il Belpaese risparmierebbe ogni anno qualora passasse la riforma costituzionale. In virtù di questo significativo (?) risparmio, il governo Renzi sta portando avanti la sua campagna referendaria. Ma avrebbe destinato più del doppio al golf e allo sci. Il Movimento 5 stelle è stato il primo a sentire «puzza di zolfo» e a prendere dei provvedimenti per «vederci chiaro».

Marchette agli amici degli amici?
Come abbiamo già avuto modo di sottolineare (LEGGI ANCHE "M5S, Grillo: Il governo Renzi e quel regalino da 97 milioni di euro alla Ryder Cup Europe"), secondo gli esponenti pentastellati si trattava di «marchette agli amici degli amici», altrimenti dette mance elettorali. Il M5S nel maggio del 2016 decise di presentare un'interrogazione parlamentare per sapere quanti soldi il governo Renzi intendesse stanziare per la Ryder Cup Europe, che vedeva tra i membri del suo comitato organizzatore personaggi dai nomi altisonanti. Tra loro anche Giampaolo Letta (figlio di Gianni e cugino di Enrico), Evelina Christillin (manager molto vicina alla famiglia Agnelli), Luigi Gubitosi (ex Direttore generale della Rai), Francesco Soro (capo di gabinetto del Coni e vicino a Malagò).

Il dietrofront del governo e la sforbiciata alla manovra
Dopo le pressioni dei grillini, le norme che riguardavano questo finanziamento da 97 milioni di euro – e altri – sono stati letteralmente stralciati dalla legge di Bilancio 2017. E' saltata anche la norma che avrebbe dilazionato i versamenti delle banche al Fondo di risoluzione per il salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. Un aiutino per quegli istituti di credito nazionali che hanno dovuto contribuire ob torto collo alla risoluzione delle quattro banche in difficoltà. Sembra, dunque, che il governo si sia messo una mano sulla coscienza, rinunciando a ungere – per il momento - gli ingranaggi della politica nostrana. Ma è presto per cantare vittoria, perché gli stanziamenti potrebbero restare invariati e resuscitare nel dibattito parlamentare sotto forma di emendamenti.