20 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Deutsche Bank multata dalla SEC

Crisi Deutsche Bank, nuova multa da 9,5 milioni di dollari dalla SEC americana

Un'altra stangata per Deutsche Bank. Dopo la maxi multa da 14 miliardi di dollari inflitta dagli Stati Uniti ora arriva anche la sanzione da 9,5 milioni di dollari da parte della SEC americana per fuga di notizie, ricerche false e chat non salvate

Deutsche Bank è stata multata anche dalla SEC americana.
Deutsche Bank è stata multata anche dalla SEC americana. Shutterstock

NEW YORK - I problemi di Deutsche Bank negli Stati Uniti non sembrano finire. Mentre tratta con la Giustizia Usa nella speranza di raggiungere un patteggiamento non troppo costoso sulla vendita fraudolenta di mutui subprime prima dello scoppio della crisi, la banca tedesca è stata multata anche dalla Securities and Exchange Commission. Il gruppo deve pagare 9,5 milioni di dollari, poca cosa rispetto sia al maxi patteggiamento per 14 miliardi di dollari proposto dalla Giustizia Usa sia ai 5,4 miliardi di cui si vociferava più recentemente. Ma l'effetto collaterale sull'immagine e la reputazione dell'istituto si faranno sentire.

Silenzio assenso per Deutsche Bank
I motivi della pena pecuniaria citati dall'equivalente americano della Consob italiana sono tre: non ha salvaguardato informazioni non pubbliche prodotte dai suoi analisti permettendone la circolazione, ha pubblicato una ricerca che consigliava il contrario di quanto riteneva giusto l'analista che ne era l'autore e non ha saputo salvare e consegnare certe informazioni digitali chieste dalla Sec durante la sua inchiesta. La banca numero uno della Germania non ha ammesso né negato ciò di cui è stata accusata (LEGGI ANCHE "Il modello furbetto di Deutsche Bank: nazionalizzare le perdite e privatizzare i profitti").

Le accuse mosse dalla Sec a Db
Stando alla Sec, Deutsche Bank ha incoraggiato i suoi analisti dedicati alle ricerca sull'azionario a comunicare frequentemente con i clienti così come con il personale dedicato al trading e alle vendite ma mostrando carenza di politiche e procedure adeguate per impedire agli analisti di diffondere opinioni e analisi, cambiamenti di stime e raccomandazioni di trading di breve termine che ancora non erano pubbliche. Secondo l'autorità di Borsa, tali pratiche sono avvenute durante call mattutine, cene, l'orario di trading e road show non focalizzati su specifici deal (LEGGI ANCHE "Il colpo di stato di Deutsche Bank contro l'Italia è conclamato: fermare la megamacchina ora non si può").

Il rapporto "buy" incriminato
«Le informazioni generate dagli analisti come rating, visioni, stime e raccomandazioni di trading possono muovere i mercati», ha commentato in una nota Antonia Chion, della Sec, secondo cui «broker-dealer devono rispettare e applicare le politiche e le procedure che sono pensate adeguatamente alla luce della natura del loro business per impedire l'uso inappropriato di tali informazioni».Deutsche Bank, spiega la Sec, ha inoltre pubblicato una rapporto con un rating «buy», comprare, su Big Lots che non rifletteva la visione personale dell'analista (Charles P. Grom) che aveva lo preparato e certificato come veritiero (LEGGI ANCHE "Chi ha più derivati in portafoglio è Deutsche Bank quindi chi comanda è Deutsche Bank").

Informazioni mancanti perché non preservate dalla banca
Peccato che privatamente quell'analista sostenesse che il rating del retailer a prezzi scontati doveva essere tagliato. Per questo a inizio anno Grom è stato punito con una multa di 100 mila dollari e con l'esclusione dal settore finanziario per un anno. Quanto alle informazioni digitali, la Sec fa riferimento a comunicazioni avvenute nel sistema interno di messaggistica di Deutsche Bank chiamato DB Chat. La Sec dice in un comunicato che l'istituto di credito «non ha saputo dimostrare di avere recuperato tutte le comunicazioni riguardanti il personale del dipartimento della ricerca durante un periodo determinato perché il gruppo per anni ha fallito nel preservarle in un luogo accessibile».