7 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
Tutti contro Donald

La guerra commerciale Usa-Ue, combattuta per far perdere Trump

Un caso che proprio a ridosso delle presidenziali Usa scoppi un durissimo scontro che coinvolge Boeing, Airbus, Apple, Deutsche Bank, Unione europea e ministero del Tesoro statunitense? Niente affatto...

Il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump
Il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump Shutterstock

NEW YORK - Si chiama guerra commerciale e dovrebbe avere un arbitro: l’Organizzazione Mondiale del Commercio, meglio conosciuta come Wto. Come tutti gli arbitri, dovrebbe essere imparziale nel giudicare le contese commerciali tra Stati, e tra Stati e multinazionali. In filigrana, grazie allo scontro che in questi giorni vede coinvolti colossi come Boeing, Airbus, Apple, Deutsche Bank nonché Unione Europea e ministero del Tesoro statunitense, è possibile vedere il gioco che si muove al di là delle apparenze, degli scandali pompati dai telegiornali. Una lettura inusuale per i cittadini europei che non possono seguire la campagna elettorale statunitense, ma ne vedono solo il riverbero.

Tutti contro tutti?
Le regole commerciali vigenti nel 2016 sono semplici: tutti contro tutti. Ognuno è libero di ingannare l’altro come preferisce, il mondo è dei furbi, le rivoluzioni camminano sopra un tappeto di cadaveri, come ben racconta Eugene Delacroix nei suoi dipinti. Il WTO, un prodotto made in Usa, ha sentenziato che Airbus ha ottenuto aiuti di Stato, quindi illegali, per circa 22 miliardi di euro. Li ha ottenuti da Francia, Inghilterra, Spagna e Germania in particolare, ma ad essere chiamata in causa è tutta l'Unione europea. La vicenda è nota e annosa, dura da circa quarant'anni. Gli Stati Uniti, facenti funzione della Boeing, hanno vinto un contenzioso che vede impegnate le industrie aerospaziali più potenti del mondo.

La guerra americana ai sussidi europei
Strabiliante la dichiarazione del ministro del commercio di Barack Obama: «Abbiamo sostenuto per lungo tempo che i sussidi all’industria aerea europea costassero decine di miliardi di dollari alle aziende americane in termini di ricavi persi e questo verdetto lo dimostra: gli Stati Uniti non tollereranno che i loro partner commerciali ignorino le regole a danno dei lavoratori americani».

Ogni Stato aiuta il suo produttore
Pensare che la Boeing non abbia mia ricevuto aiuti di Stato dai vari governi statunitensi è semplicemente fuori dal mondo. E infatti l’Unione europea, che farà ricorso sempre in sede WTO, accusa Boing di aver ricevuto fondi pubblici pari a 5,3 miliardi di dollari. La situazione è chiara: ogni Stato, o comunità di Stati, aiuta il suo produttore aerospaziale. Sono comparti strategici da un punto di vista commerciale, ma soprattutto militare e di intelligence. Si tratta quindi di guerre commerciali che provano a sfaldare la tenuta del concorrente.

Le squadre in campo
In un interessante articolo del 20 settembre pubblicato sul Washington Post, a firma Brian Schonfeld, vengono evidenziate le ragioni per cui gli Stati Uniti hanno bisogno del WTO. Il giornalista parte da una considerazione che scopre le carte sul tavolo: Donald Trump sta trascinando Hillary Clinton in una deriva nazionalista, dato che considera il Trattato del Pacifico per il Commercio, il Ttip e il WTO «un disastro». E questo non va bene, questo è molto pericoloso. Dopo di che l’influente magazine statunitense ricorda che grazie al WtO gli Usa possono esportare i loro prodotti agricoli in Europa. Chi conosce gli Stati Uniti sa quanto questo tasto sia delicato e importante. I contadini Usa, i farmer, sono il mito fondativo della nazione, e quindi devono essere difesi a ogni costo.

La qualità ineguagliabile dei prodotti europei (e italiani)
Ricordiamo, per onor di cronaca e carità di patria, che i prodotti agricoli statunitensi sono i più sovvenzionati da soldi governativi del globo terracqueo, nonché con caratteristiche qualitative assai inferiori rispetto a quelli europei. Per non parlare di quelli italiani. Ricordiamo anche la vicenda dei contadini lasciati sul lastrico per quote produttive da fame. Ma questo è il cosiddetto «libero scambio del XXI secolo».

Tutti contro Trump?
L’acuirsi delle diatribe commerciali nei mesi antecedenti l’elezione del prossimo presidente degli Stati Uniti è curiosa. Lo schema generale è, come sempre, quello che fa leva sulla paura. Cosa accadrà con la vittoria di Donald Trump, che ha posizioni poco ortodosse come quelle elencate, all’economia statunitense? Guardate, cittadini americani: guardate gli europei che sovvenzionano l’industria aerospaziale. Guardate l’Unione europea che infligge multe anti-storiche alla Apple. Guardate Deutsche Bank, che ha piazzato titoli tossici sul mercato statunitense per 14 miliardi. Cosa accadrebbe se non ci fosse il WTO come vuole Trump? Cosa accadrà se gli Usa saranno più isolati? Esporteremo meno e ci saranno più disoccupati. Ed ecco il messaggio che parla al mondo per far capire a Donald Trump. Sul commercio internazionale, come sulle varie guerre in giro per il Medio Oriente, caro Donald non si torna indietro.