21 giugno 2021
Aggiornato 22:00
la riforma dell'irap avrà effetti positivi nel 2016

Istat, in aprile cala la fiducia dei consumatori ma aumenta quella delle imprese

L'Istat rende noto che nel mese di aprile cresce la fiducia delle imprese, ma diminuisce quella dei consumatori. La riforma dell'Irap comporterà una riduzione delle imposte e l'effetto complessivo dei provvedimenti stimato per il 2016 sarà un risparmio pari a 3,5 miliardi di euro

ROMA - Secondo i dati dell'Istat, ad aprile sale la fiducia delle imprese, ma cala leggermente quella dei consumatori. Inoltre, l'Isituto nazionale di statistica rende noto che la riforma dell'Irap comporterà nel 2016 una riduzione delle imposte per circa il 40% delle imprese.

Cresce la fiducia delle imprese
Ad aprile l'indice composito del clima di fiducia (Iesi, Istat economic sentiment indicator), in base 2010=100, aumenta a 102,7 da 100,2. Il clima di fiducia sale nella manifattura (a 102,7 da 102,2), nelle costruzioni (a 121,2 da 118,4) e nei servizi di mercato (a 107,8 da 103,6), mentre scende nel commercio al dettaglio (a 102,0 da 104,9). Più in dettaglio: nelle imprese manifatturiere migliorano le attese sulla produzione (a 10 da 9), peggiorano i giudizi sugli ordini (a -14 da -13), mentre i giudizi sulle scorte rimangono stabili a 4. Nelle costruzioni migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione sia le attese sull'occupazione (a -35 da -37 e a -5 da -7, rispettivamente).

Diminuisce la fiducia dei consumatori
Cala invece leggermente la fiducia dei consumatori. Ad aprile, infatti, l'indice del clima di fiducia dei consumatori, espresso in base 2010=100, diminuisce lievemente passando a 114,2 da 114,9 del mese precedente. Tutte le stime riferite alle componenti del clima di fiducia dei consumatori diminuiscono: quella economica a 140,5 da 142,7, quella personale a 104,8 da 105,7, quella corrente a 110,0 da 111,1 e quella futura a 120,2 da 120,6. I giudizi sull'attuale situazione economica del Paese peggiorano (a -38 da -34 il saldo), mentre per le attese aumentano i pareri favorevoli. 

La riforma dell'Irap
Oltre ai dati sopra riportati, l'Istat rende noto che la riforma dell'Irap comporterà nel 2016 una riduzione delle imposte per circa il 40% delle imprese, mentre l'agevolazione sui nuovi investimenti interesserà circa il 25% dei contribuenti Ires. Sarebbe questo il risultato degli effetti dei principali provvedimenti in materia di tassazione dei redditi delle società di capitali in vigore nel biennio 2015-2016 (la completa eliminazione dall'Irap del costo del lavoro per contratti a tempo indeterminato, i maxi-ammortamenti per i nuovi beni strumentali e il potenziamento della detassazione dal reddito di impresa del rendimento figurativo del capitale proprio, il cosiddetto Ace, aiuto alla crescita economica).

Un risparmio da 3,5 miliardi di euro
Per entrambe le misure, la percentuale dei beneficiari cresce con la dimensione dell'impresa ed è più elevata nell'industria, in particolare nei settori a maggiore intensità tecnologica. Nel 2016 il taglio dell'Irap gravante sul lavoro ammonterà al 35% dell'imposta regionale sulle attività produttive. Per effetto della minore deduzione dell'Irap sul lavoro dall'imposta sul reddito delle società, il debito d'imposta a fini Ires salirà del 3,9%. Questo aumento, sottolinea l'Istat, sarà solo parzialmente compensato dai risparmi d'imposta derivanti dai maxi-ammortamenti e dal potenziamento dell'Ace. L'effetto complessivo dei provvedimenti stimato per il 2016 è una diminuzione complessiva dell'11% delle imposte societarie, Ires e Irap, per un importo pari a 3,5 miliardi di euro.

Il potenziamento dell'Ace
Nel 2016 l'aliquota effettiva mediana del prelievo ai fini Ires sui redditi delle imprese passerà dal 25,5% al 26,6%. Un livello comunque inferiore all'aliquota legale del 27,5%. Considerando anche la quota Irap gravante sui profitti l'aliquota effettiva mediana sui redditi di impresa raggiungerà il 31%. Per effetto del potenziamento dell'Ace è eliminato lo storico divario nel trattamento fiscale del finanziamento di un investimento con capitale proprio e con debito. Il meccanismo incrementale dell'Ace garantisce un abbattimento crescente nel tempo del carico fiscale. Nel 2016, l'effetto attribuibile alla misura dell'Ace si traduce per le imprese beneficiarie in una riduzione dell'aliquota effettiva di oltre tre punti percentuali, raggiungendo il 26%, valore inferiore a quello stimato per i non beneficiari (27,4%).