26 maggio 2020
Aggiornato 06:30
cosa è successo durante il crac di Banca Etruria

Perché un'errata stima delle banche costerà all'Italia dieci miliardi di euro

Una perdita da dieci miliardi di euro, a causa di una svalutazione vertiginosa e improvvisa delle sofferenze durante il crac di Banca Etruria. Ecco cosa è successo alcuni mesi fa e perché a questi fatti potrebbe essere legata a doppio filo anche la nascita del fondo Atlante

ROMA – Quando, cinque mesi fa, scattò il fallimento pilotato di quattro banche italiane – che fagocitò i risparmi di circa 135mila famiglie – qualcuno commise un grave errore stimando in maniera errata il valore dei crediti inesigibili e abbattendolo vertiginosamente. Ecco cosa è successo durante i giorni del crac di Banca Etruria e quali conseguenze questo «errore» potrebbe aver avuto sul sistema bancario e finanziario nazionale.

Una perdita da dieci miliardi di euro
Cinque mesi fa il crac di Banca Etruria, Carichieti, Cariferrara e Banca Marche, che ha fagocitato i risparmi di 135mila famiglie italiane. Oggi la scoperta di un «errore» che all'Italia potrebbe costare molto caro. Per l'esattezza dieci miliardi di euro. Durante quei fatidici giorni, infatti, quando il governo cercava di gestire il fallimento pilotato dei quattro istituti bancari, successe qualcosa d'importante che destò subito l'attenzione degli investitori internazionali, ma che in Italia passò quasi sotto silenzio: il valore dei crediti inesigibili di quelle banche precipitò improvvisamente.

Una svalutazione vertiginosa e improvvisa
Una drastica svalutazione che ridimensionava il valore delle sofferenze bancarie a meno di un quinto. In parole semplici, ogni euro prestato a una famiglia o a un'azienda insolvente e divenuto «sofferenza bancaria» all'improvviso valeva solo 17,5 centesimi. Una caduta di valore vertiginosa e allarmante non solo per i quattro istituti direttamente coinvolti, ma anche per tutto il sistema bancario italiano: qualora altri istituti di credito nazionali avessero cercato di vendere le loro sofferenze, il benchmark di riferimento sarebbe stato quello delle sofferenze di Banca Etruria e delle altre tre banche in via di fallimento, cioè un prezzo stracciato che avrebbe causato perdite enormi nei bilanci delle banche italiane più fragili.

5 centesimi in più per ogni euro
Da quel momento in poi si sono diramate le tensioni sui mercati finanziari e i successivi crolli in Borsa dei vari titoli bancari, che si sono susseguiti fino al mese scorso e che sono arrivati a superare anche il 40%. Secondo l'articolo pubblicato dal Corriere della Sera, che per primo ha acceso i riflettori su una questione così degna di nota, le sofferenze di quelle quattro banche fallite varrebbero in realtà circa 5 centesimi in più per ogni euro di crediti inesigibili. Ma non si tratta solo di spiccioli, come abbiamo già visto, perché quell'errore potrebbe aver avuto importanti ripercussioni sui mercati finanziari nei mesi seguenti. E, inoltre, a fare il conto di tutti quei centesimi vien quasi da rabbrividire, perché raggiungono l'ammontare complessivo di circa dieci miliardi di euro: cioè molte perdite in meno (o capitale in più) di quanto annunciato a novembre a causa di quella – scellerata, verrebbe da aggiungere – decisione.

La nascita del fondo Atlante
A questi fatti sembra essere legata a doppio filo anche la nascita di Atlante, come avevamo già anticipato solo alcuni giorni fa. Dietro le quinte dell'operazione che ha portato alla costituzione del «fondo di investimento alternativo» sembra esserci il triangolo Bankitalia-Tesoro-Ue e proprio la drastica svalutazione delle sofferenze di Banca Etruria, Marche, Carife e Carichieti potrebbe esser stata l'emergenza che ha indotto il governo Renzi a procedere. Come ci spiega Gianluca Zapponini in un articolo pubblicato su Formiche.net., Banca Etruria vendette un pacchetto di sofferenze del valore di 302 milioni di euro a un prezzo stracciato che sarebbe diventato il benchmark (prezzo di riferimento per i non addetti ai lavori) di tutte le vendite future. Di lì a poco, probabilmente per cercare di mettere in sicurezza un sistema bancario divenuto improvvisamente molto più fragile e pericolante, sarebbe arrivato Atlante.

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