17 novembre 2019
Aggiornato 09:30
Anche Cgil, Cisl e Uil dalla parte dell'Inps

Pensioni, ecco perché Boeri e i sindacati hanno ragione nel chiedere più flessibilità in uscita

Intervenire sulla riforma Fornero al fine di sbloccare di turn over generazionale sarebbe una scelta vincente per l'economia del nostro paese. Il Presidente dell'INPS: «Il Governo deve intervenire subito».

ROMA – Flessibilità in uscita: è la parola d'ordine che, per la prima volta, mette d'accordo anche il fronte dei sindacati con il presidente dell'Inps. Domani, martedì 15 marzo, la commissione Lavoro della Camera esaminerà le proposte di legge recanti disposizioni in materia di trattamenti pensionistici di importo elevato. Intanto, Tito Boeri, Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo chiedono a gran voce al governo di intervenire subito sulla riforma Fornero per sbloccare il turn over generazionale. Ecco perché puntare sulla flessibilità in uscita sarebbe  una scelta vincente per l'economia del nostro paese.

Boeri: Il governo deve intervenire subito
Un fronte anomalo, quello che vede insieme per la prima volta i sindacati e il presidente dell'Inps, Tito Boeri.  Chiedono a gran voce che l'Esecutivo intervenga subito subito sulla legge Fornero, al fine di sbloccare il turn over generazionale. Il primo a prendere la parola è proprio Boeri: «E' davvero opportuno intervenire. Abbiamo indicazioni del fatto che questo blocco dei requisiti anagrafici per andare in pensione - ha spiegato il presidente dell'Inps - ha penalizzato le assunzioni dei giovani: abbiamo comparato la dinamica delle assunzioni di giovani in imprese dove c'erano dei lavoratori bloccati con la stessa dinamica in imprese dove non ce ne erano: notiamo che effettivamente c'è stata una forte riduzione delle assunzioni di giovani nelle imprese dove c'erano lavoratori che erano stati bloccati dalla riforma Fornero del 2011».

Anche Cgil, Cisl e Uil dalla parte dell'Inps
Boeri ha proseguito: «Ed è adesso che bisogna intervenire, perché ora siamo davanti a un'urgenza. Tra uno, due o tre anni potrebbe non servire più a nulla». Anche Cgil, Cisl e Uil sono dalla parte di Boeri e si dichiarano pronti a definire a breve iniziative comuni sulla flessibilità in uscita. «Ci sarà la mobilitazione», ha annunciato la Camusso, interpellata a margine di un convegno alla Camera. «Ci siamo visti con Camusso e Furlan - ha detto Barbagallo allo stesso convegno - e abbiamo deciso di prendere iniziative a breve». Ed ha aggiunto, dopo aver fatto notare che sinora dal governo ci sono stati solo "annunci" senza seguito: "Non possiamo aspettare una vita mentre il disagio è adesso. Sono d'accordo una volta tanto con Boeri.»

Perché bisogna puntare sulla flessibilità in uscita?
In primis, una maggiore flessibilità in uscita permetterebbe di sbloccare finalmente il turn over generazionale, consentendo a molti giovani di trovare un'occupazione. Si tratterebbe di un'arma potentissima contro l'alto tasso di disoccupazione giovanile che caratterizza il nostro mercato del lavoro. Inoltre, una maggiore flessibilità in uscita ridurrebbe l'età media della forza lavoro, perciò farebbe aumentare non solo la produttività del sistema paese, ma anche la sua capacità innovativa. Come sottolinea Felice Roberto Pizzuti nell'articolo pubblicato su sbilanciamoci.info, gli effetti positivi sarebbero non solo economici, ma sociali. Sebbene in un primo tempo la manovra abbia costi finanziari significativi (perché implica un aumento della spesa pubblica nel breve periodo), questo iniziale svantaggio contabile sarebbe ampiamente compensato nel lungo periodo dai risparmi derivanti dalla riduzione delle prestazioni previdenziali.

Cosa non bisogna fare
Sbloccare il turn over generazionale è una necessità del nostro sistema paese, perché troppi giovani vivono come un dramma l'ingresso nel mondo del lavoro. Non si tratta solo un conflitto intergenerazionale, ma di un problema economico rilevante che soffoca la domanda interna perché priva le nuove generazioni di risorse economiche adeguate e che richiede per questo un urgente soluzione. Ecco perché puntare su una maggiore flessibilità in uscita è necessario oggi, oltre che profittevole per l'economia nel suo complesso; ma a patto che venga rispettata una condizione fondamentale. In passato le imprese hanno usato i prepensionamenti per favorire le ristrutturazioni interne all'azienda scaricandone però il costo sulla collettività, sotto forma di forti aumenti della spesa pensionistica. Bisogna evitare di ricadere negli errori del passato, studiando delle ipotesi capaci di affrontare la questione in modo lungimirante senza rompere i delicati equilibri del nostro sistema pensionistico ed evitando di scaricare il costo di qualsivoglia manovra sulle spalle delle future generazioni.