24 giugno 2019
Aggiornato 16:00
Telecomunicazioni

Vivendi pigliatutto all'assemblea di Telecom Italia

Stop alla conversione delle azioni risparmio, che avrebbe visto il suo peso diluirsi dal 20% al 14% circa, e ingresso di quattro suoi rappresentanti di peso nel cda del gruppo telefonico.

ROZZANO - Vivendi pigliatutto all'assemblea di Telecom Italia: stop alla conversione delle azioni risparmio, che avrebbe visto il suo peso diluirsi dal 20% al 14% circa, e ingresso di quattro suoi rappresentanti di peso nel cda del gruppo telefonico.
Il muro contro muro coi fondi ha così visto vittoriosi per 2 a 0 i francesi. A dispetto delle attese, anche se non del tutto a sorpresa, il gruppo di Vincent Bollorè, grazie al sostegno di voti amici, è riuscito a far passare la sua proposta di allargamento del board da 13 a 17 membri, nonostante il parere contrario dei fondi che, attraverso il Comitato dei gestori e dei principali proxy advisor, si erano espressi nelle ultime settimane contro la proposta, preoccupati della sovrarappresentanza di Vivendi rispetto ai soli tre consiglieri espressi dagli investitori istituzionali. I francesi, che detengono il 20,5% del capitale di Telecom, sono riusciti nell'impresa di far convergere sulla loro mozione un altro 9% circa, permettendo così il via libera, che richiedeva il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti. Nel dettaglio, i voti favorevoli sono stati pari al 52,9% del capitale presente, i contrari sono stati il 45,7%.

Quattro rappresentanti nel CDA
I francesi piazzano tre carichi da 90: lo stesso CEO di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, il chief operating officer, Stephane Roussel, e il direttore finanziario Hervè Philippe. Nonchè l'indipendente Felicité Herzog. Tutti e quattro erano presenti oggi all'assemblea, sempre seduti in prima fila per tutte le quasi sette ore di durata, e domani saranno al cda di Telecom che si riunirà, come già programmato, a Milano. L'assemblea ha tuttavia bocciato la proposta di Vivendi che era relativa all'autorizzazione per i suoi consiglieri nominati oggi al proseguimento delle proprie attività, svincolandoli dal divieto di concorrenza. Il presidente Giuseppe Recchi, al termine dell'assemblea, ha comunque minimizzato la portata di questo no. «E' l'ultimo dei problemi che ci siamo posti - ha detto - credo che sia un aspetto puramente formale e legale, non prevedo problemi su questo tema che è squisitamente legale».

Bocciate la conversione delle risparmio
Molto più prevedibile è stato l'esito nella parte straordinaria dell'assemblea che, considerata la minoranza di blocco espressa da Vivendi dopo l'annunciata astensione, ha bocciato la conversione delle risparmio, che richiedeva la maggioranza qualificata dei due terzi del capitale presente. I sì all'operazione sono stati il 62,5% dei presenti ma, visto che un'astensione equivaleva a un voto contrario, a pesare sono stati proprio gli astenuti (36,1% ). L'affluenza all'assemblea, seppur elevata, non è stata così massiccia come sperato e che magari poteva dare una chance in più ai fondi: era presente il 55,6% del capitale.

Recchi: Ristudieremo l'operazione insieme
Non si sente sconfitto il presidente Recchi dopo l'esito odierno, dicendosi convinto che il cda durerà fino al suo mandato naturale, nella primavera 2017. Dispiaciuto per l'affossamento della conversione delle risparmio,quello sì. «Per questo in effetti ci dispiace - ha affermato - perdiamo un'opportunità per l'azienda ma adesso che abbiamo loro nel cda, la ristudieremo in futuro assieme. Non è un tema di se ma di quando». D'altronde lo stesso De Puyfontaine ha ribadito che Vivendi non è contraria all'operazione: «la nostra posizione di astensione è con la prospettiva di rivederne le condizioni».

La pagina francese di Telecom inizia domani
Il ceo di Vivendi, intervenuto a Rozzano, ha confermato l'impegno a lungo termine in Telecom, precisando nuovamente di non agire per conto terzi. «Siamo qui perchè vogliamo creare una storia con Telecom, crediamo nel valore aggiunto che Telecom può dare ma crediamo che ci sia spazio per migliorare ancora e per svilupparsi ha bisogno di un azionariato stabile - ha affermato De Puyfontaine - Noi siamo qui a nome di nessuna parte terza, siamo qui per dimostrare che siamo seri». La pagina francese di Telecom inizia domani.

(con fonte Askanews)