15 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Improbabile che al vertice Opec di venerdì si trovi un accordo

Petrolio, l'Arabia Saudita cambia strategia?

Energy Intelligence, una pubblicazione specialistica citata dal Financial Times, riporta che Riad appoggerebbe un taglio coordinato della produzione pari a 1 milione di barili al giorno per il 2016, l'equivalente di appena l'1% dell'offerta globale di oro nero.

LONDRA - L'Arabia Saudita cambia strategia: il leader di fatto dell'Opec ha lanciato una sfida agli altri produttori dicendosi disposta a sostenere tagli alla produzione di greggio a patto che vengano attuati anche dai Paesi interni ed esterni all'Organizzazione degli esportatori petroliferi. Un accordo in tale direzione appare comunque estremamente improbabile al vertice Opec programmato per venerdì, ma potrebbe essere raggiunto nel 2016.

Energy Intelligence, una pubblicazione specialistica citata dal Financial Times, riporta che Riad appoggerebbe un taglio coordinato della produzione pari a 1 milione di barili al giorno per il 2016, l'equivalente di appena l'1% dell'offerta globale di oro nero, a patto che il taglio venga concordato anche con altri Paesi interni all'Opec come Iran e Iraq ed esterni come la Russia, principale esportatore non aderente al cartello.

La mossa dell'Arabia - commenta il Ft - suggerisce un ulteriore ammorbidimento dei toni da parte del princupali esportatore mondiale di petrolio che un anno fa aveva portato a una svolta nella politica dell'Organizzazione sostenendo che mantenere l'offerta invariata avrebbe messo sotto pressione i concorrenti che producono greggio a costi più alti. Tale cambiamento di strategia ha innescato il maggior calo dei prezzi in almeno un decennio.

Ma i tempi per ora non appaiono maturi per tagli produttivi concordati e per il potente ministro del petrolio saudita Ali al-Naimi ci sarà ancora da lavorare per raggiungere il risultato. Parlando ai giornalisti al suo arrivo a Vienna, il ministro del petrolio dell'Iran, Bijan Zanganeh ha dichiarato che la limitazione della produzione del suo paese non è un tema di discussione: «E' nostro diritto produrre e nessuno ci può limitare». Freddezza anche da parte dell'Iraq, il cui mnistro petrolifero Adil Abbdul mahdi ha dichiarato di non avere ricevuto finora alcuna proposta «ufficiale» dall'Arabia.