10 dicembre 2019
Aggiornato 00:00
E' partito il conto alla rovescia

Il debito USA è la bomba a orologeria dell'economia mondiale

Senza liquidità sufficiente sarà impossibile per gli Stati Uniti finanziare le attività economiche del paese. Lo sforamento del tetto del debito pubblico, infatti, è imminente e il governo non può indebitarsi ulteriormente

WASHINGTON – E' partito il conto alla rovescia. Il dipartimento del Tesoro americano ha reso noto che il governo sta esaurendo le misure straordinarie utilizzate per evitare di sforare il tetto del debito pubblico. Oltre questo limite gli Usa non possono indebitarsi ulteriormente e il rischio è quello di dover affrontare nei prossimi giorni uno shutdown dalle proporzioni bibliche. Barack Obama ha tempo fino al 5 novembre per trovare una soluzione.

Punto di non ritorno
Senza liquidità sufficiente sarà impossibile per gli Stati Uniti finanziare le attività economiche del paese. Lo sforamento del tetto del debito pubblico, infatti, è imminente e il governo non può indebitarsi ulteriormente. La deadline è fissata per il 5 novembre, quando tutte le risorse straordinarie utilizzate finora si saranno completamente esaurite, e il paese è vicino a non poter rispettare i suoi obblighi finanziari per la prima volta nella storia. Se Barack Obama non riuscirà a far alzare l'asticella che disciplina l'andamento del debito americano, il debt ceiling, il 6 novembre si fermeranno tutte le attività federali. Uno scenario apocalittico da film di fantascienza? No, perché il problema è molto più reale di quanto si possa immaginare. E i numeri cui facciamo riferimento sono di dominio pubblico.

Un countdown pericoloso per l'economia mondiale
Il debito greco ha occupato le prime pagine dei giornali internazionali per tutta l'estate, ma è una bazzecola rispetto a quello americano. Stiamo parlando di circa 300 miliardi di euro a fronte di 18 mila miliardi di dollari. Volendo fare due conti, basta riflettere sul fatto che in Grecia ci sono 11 milioni di abitanti, di questi i contribuenti sono 4 milioni e su di loro pesa un debito pro-capite di circa 75mila euro. Negli Stati Uniti, invece, ci sono poco circa 314 milioni di abitanti, dei quali 114 milioni risultano contribuenti e su di loro grava un debito pro-capite pari a 157mila dollari (cioè 144mila euro). Eppure, nonostante la pressione del debito americano sui suoi contribuenti sia due volte quella del debito greco, la sua esistenza continua a passare sotto silenzio. Come fosse una bomba ad orologeria nell'economia mondiale, la crescita esponenziale del debito statunitense continua il suo countdown senza destare troppi sospetti.

L'utilizzo strumentale del termine «debito»
Dal 2000 il credito al consumo negli Stati Uniti è raddoppiato, così come è raddoppiato il debito del governo federale dal 2007 a oggi. Anche il debito per prestiti allo studio è cresciuto smisuratamente, registrando il record più alto della storia americana. L'America continua a vivere – e a consumare – bruciando risorse altrui e ricorrendo all'indebitamento senza soluzione di continuità. La sua classe media è il polo d'attrazione dell'export internazionale e gli Usa detengono il podio della domanda aggregata più importante al mondo. Se da un lato è l'economia americana a trainare quella mondiale, dall'altro l'indebitamento globale è una spada di Damocle sulla testa delle future generazioni. Tutto questo ci insegna che il termine «debito» ha molteplici sfumature e variegati impieghi, a seconda delle finalità con cui viene utilizzato. Nel caso della Grecia è stato usurato per fare del terrorismo psicologico, mentre nel caso degli Stati Uniti sembra un accessorio non degno di nota accanto al termine «americano».

Perché di quello americano non si può parlare
Certamente a fare la differenza è il concetto di sostenibilità. La piccola Grecia non ha la stessa forza economica degli Stati Uniti, e si trova nella condizione di non poter ripagare i suoi debiti, perciò il rischio di default è dietro l'angolo. Mentre i fondamentali dell'economia statunitense ci raccontano di una ripresa lanciata oltre la crisi. Tuttavia, è bene sottolineare che tra debito pubblico e privato, complessivamente, gli Usa sono attualmente indebitati per un ammontare pari a 2,7 volte il Pil che ogni anno viene generato. Quindi è davvero sostenibile questo debito, a differenza di quello greco? Assolutamente no. Il punto non è che sia o meno sostenibile, l'unica vera differenza tra i due è che nel primo caso parliamo di dollari, nel secondo di dracme. Il dollaro è la principale moneta di riserva e di scambio nel mondo. E' la benzina della finanza internazionale e il suo andamento decide lo stato di salute dell'economia globale. Quando ci poniamo l'obiettivo di analizzare il debito pubblico americano, perciò, non stiamo parlando di un paese come tanti: stiamo parlando del mondo, che ci piaccia o no. Per questa ragione, è meglio che il problema passi sotto silenzio e la polvere venga nascosta per benino sotto il tappeto di casa.