20 gennaio 2020
Aggiornato 18:00
Il cdm ha prorogato la scadenza per fare domanda

Voluntary disclosure, le 5 cose da sapere per capire come funziona

La collaborazione volontaria è una procedura per consentire ai contribuenti italiani che detengono illecitamente patrimoni all'estero di regolarizzare la propria posizione con l'Agenzia delle Entrate. Ecco come funziona

ROMA – Il Consiglio dei ministri ha prorogato ieri mattina il termine per l'adesione alla voluntary disclosure, rispondendo così all'esigenza di riconoscere più tempo a chi ne ha fatto richiesta visto l'elevato numero di adesioni pervenute. La collaborazione volontaria sembra perciò aver raggiunto un discreto successo. Ecco le cinque cose che bisogna sapere per poter sfruttare ancora questa possibilità.

1. Che cos'è la voluntary disclosure
La «collaborazione volontaria» è una procedura per consentire ai contribuenti italiani che detengono illecitamente patrimoni all'estero di regolarizzare la propria posizione con l'Agenzia delle Entrate, denunciando spontaneamente la loro violazione. E' uno strumento che permette di mettere fine all'illecito pacificandosi col Fisco ed è l'ultima occasione, che viene concessa a chi abbia trasferito i propri capitali oltre confine, per mettere in regola il proprio status quo patrimoniale.

2. A cosa serve
La voluntary disclosure è stata fortemente caldeggiata dall'OCSE ed è un valido strumento nella lotta all'evasione fiscale, che punta sulla collaborazione volontaria e sull'autodenuncia ritenendola più efficace della coercizione. Inoltre serve a far rientrare i capitali dall'estero, con discreti vantaggi per l'economia nazionale. La procedura prevede comunque in carico al contribuente «pentito» l'obbligo di versare le imposte in maniera integrale, ma con delle sanzioni ridotte come «premio onestà». Il soggetto non viene punito sul piano soggettivo per i reati di: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, omesso versamento di ritenute certificate, omesso versamento di IVA, riciclaggio e autoriciclaggio.

3. Fin quando si può ricorrere alla collaborazione volontaria
Il termine per l'adesione alla collaborazione volontaria è stato prorogato al 30 novembre con possibile integrazione dell'istanza entro il 30 dicembre. Lo spostamento della deadline è stato reso necessario a causa dell'alto numero di domande pervenute. La voluntary disclosure si rivolge indiscriminatamente a persone fisiche, enti non commerciali, società semplici ed equiparate residenti in Italia; ma possono usufruirne solo coloro che non hanno già avuto accertamenti avviati sul loro patrimonio detenuto all'estero.

4. In cosa differisce dallo scudo fiscale
Le differenze con lo scudo fiscale sono significative. In primo luogo, la voluntary disclosure non prevede l’anonimato, mentre con lo scudo l’Agenzia delle Entrate non poteva disporre dei dati puntuali di coloro che avevano fruito dello strumento. E, in secondo luogo, è previsto il pagamento delle imposte evase e di altre sanzioni, a differenza di quelle una tantum previste nell'altro caso. Rispetto al condono, invece, la collaborazione volontaria è sicuramente meno «generosa», perché prevede l'obbligo di versare tutte le imposte dovute in maniera integrale, ma è decisamente un'utile scappatoia che consente di regolarizzare in extremis le situazioni illecite con il Fisco ed evitare conseguenze molto più spiacevoli.

5. Sta funzionando?
Secondo le cifre rese note nei giorni scorsi dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, si parla di ben 610mila modelli di adesione già completati, ma avendo prolungato i termini della scadenza per fare domanda è plausibile ritenere che il numero complessivo delle domande crescerà ulteriormente. Stando ai calcoli del governo, lo stato italiano conta di recuperare una cifra compresa tra i 5 e i 7 miliardi di euro con la voluntary disclosure: un piccolo passo in avanti nell'epica lotta contro l'evasione fiscale, che al nostro paese costa circa 180 miliardi di euro l'anno. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare.