23 luglio 2024
Aggiornato 05:00
Il dragone ha il fiato corto

Shanghai traina la ripresa delle borse europee

Ftse Mib torna sopra i 22mila punti segnando un rialzo del 2,1%. Stessa performance per Parigi mentre Francoforte fa ancora meglio (+2,5%)

MILANO (askanews) - Rimbalzo alla Borsa di Shanghai. Nell'ultima ora di contrattazioni sul mercato azionario sono scattati acquisti consistenti che hanno cambiato segno all'indice che era arrivato a cedere oltre l'1%. Al termine degli scambi l'indice principale mostra un progresso del 2,90% portandosi a ridosso dei 3.200 punti. La Borsa di Shanghai aveva aperto in calo sulla scia dei dati deludenti dell'interscambio commerciale con l'export in calo del 5,5%, meglio rispetto al mese di luglio, mentre le importazioni accusano una contrazione di oltre il 13%.

Shanghai traina la ripresa delle borse europee
Così prosegue tonica la seduta a Piazza Affari al giro di boa di metà seduta, in linea con l'andamento positivo delle altre Borse europee, spinte dal rimbalzo di Shanghai - nonostante i nuovi segnali di rallentamento provenienti dall Cina - e soprattutto dalla revisione al rialzo dei dati sulla crescita nell'eurozona da parte dell'Eurostat. A Milano il Ftse Mib è ritornato sopra i 22mila punti, segnando un rialzo del 2,1%. Stessa performance per Parigi mentre Francoforte fa ancora meglio (+2,5%), grazie ai dati sulle esportazioni e importazioni tedesche che a luglio hanno messo un nuovo record mensile. Tra le blue chip di Piazza Affari, maglia rosa a Autogrill (+4,9%), Azimut (+4,4%), Fca (+4,1%) e Mps (+3,8%). Sul listino completo corre Carige (+5%) mentre Pininfarina è sospesa per eccesso di rialzo (+20%) sulle indiscrezioni che è vicino l'accordo per il passaggio del controllo agli indiani di Mahindra.

L'economia cinese rallenta ancora
Tuttavia l'alito del Dragone ha ancora il fiato corto. In agosto il commercio estero cinese non interrompe la flessione. Secondo i dati dell'Ufficio doganale cinese le esportazioni segnano un ulteriore calo del 5,5%, comunque inferiore alle attese degli analisti che stimavano un -6,6%. Il dato inoltre rappresenta un miglioramento rispetto alla contrazione dell'8,3% di luglio. Non vanno meglio, soprattutto per i fornitori internazionali di Pechino, le importazioni che mostrano una riduzione del 13,8%, questa volta un dato di gran lunga peggiore rispetto alle stime troppo ottimistiche che prevedevano solo un -7,9%. Il valore dell'export cinese sfiora i 197 miliardi di dollari mentre le importazioni si attestano a 136,6 miliardi con un surplus della bilancia commerciale che si fissa a 60,2 miliardi.