20 ottobre 2019
Aggiornato 02:00
Buona scuola (?)

«Scuola? Ecco il paradosso dell'Italia: rimangono scoperte 15 mila cattedre»

Per l'ANIEF sono almeno 2 mila i posti in più rispetto alle domande, altre 10 mila domande sono irricevibili ed ulteriori 3 mila posti non verranno assegnati tramite Gae e graduatorie di merito per mancanza di aspiranti

ROMA (askanews) - Sono 15 mila i posti che rimarranno scoperti tra le assuzioni di docenti nella scuola. Lo afferma l'Anief che chiede al Miur di allargare le immissioni in ruolo agli abilitati fuori dalla graduatorie ad esaurimento (Gae).

Anief: In Italia una situazione paradossale
Per l'associazione infatti sono almeno 2 mila i posti in più rispetto alle domande, altre 10 mila domande sono irricevibili ed ulteriori 3 mila posti non verranno assegnati tramite Gae e graduatorie di merito per mancanza di aspiranti. «È davvero un paradosso - commenta Marcello Pacifico, presidente Anief, segretario organizzativo Confedir e confederale Cisal -, se si riflette sul fatto che, dopo un anno di propaganda, 40 mila precari aventi diritto hanno rinunciato a presentare la domanda, 7 mila precari abilitati fuori dalla Gae abbiano già chiesto ai legali dell'Anief di ricorrere per partecipare al piano straordinario di immissioni in ruolo. A complicare la situazione ci si è messa anche l'amministrazione scolastica».

Un bivio esistenziale per 15mila docenti
Il perché di un tale inspiegabile paradosso è presto detto. Ci sono almeno 2 mila posti in più rispetto alle domande, ma 15 mila docenti, più della metà campani e siculi, dovranno abbandonare affetti e trasferirsi nel Nord. Con valige anche pugliesi, lucani, romani, abruzzesi, toscani. Lo afferma il sindacato Anief-Confedir con riferimento al piano straordinario di assunzioni dei docenti precari. E non tutti sono disposti al trasferimento perché significa lasciare gli affetti familiari. Da lunedì parte la fase B per i 71.643 docenti precari che hanno presentato domanda e che riceveranno al buio i primi 18.476 posti residuali attraverso una mail cui dovranno rispondere per accettazione entro dieci giorni. Seguirà a novembre la fase C con altri 55.258 posti in palio, comunque ad anno scolastico iniziato, dopo le delibere che i Collegi docenti entro il 5 ottobre dovranno produrre in merito agli organici richiesti per l'attuazione del piano triennale dell'offerta formativa, e i decreti degli Uffici Scolastici Regionali.

Il Miur rischia di finire in tribunale
«È una vera e propria lotteria - afferma Marcello Pacifico (Anief-Cisal-Confedir) - perché il Miur non ha pubblicato i posti suddivisi per regione e materia, residuali rispetto alle fasi precedenti (18.476 risultanti dai 47.476 disposti nelle fasi iniziali a dispetto dei 29 mila assegnati) né le graduatorie aggiornate degli albi territoriali con i punteggi incrociati dei candidati presenti in tutte le province, ma ha predisposto un algoritmo secretato che assegnerà i ruoli in barba ai principi costituzionali relativi alla pubblicità degli atti nell'accesso al pubblico impiego, alla gestione delle procedure concorsuali come quelle comparative date dallo scorrimento delle graduatorie. Non è una questione solo di trasparenza - sottolinea Pacifico - ma di regolarità dell'intera procedura di assegnazione degli incarichi a tempo indeterminato che porterà certamente il Miur in tribunale». Dei 71.643 precari che hanno presentato domanda, uno su cinque, più di 14 mila, per lo più meridionali, - secondo i calcoli di Anief-Confedir - dovrà fare le valige e trasferirsi al Nord, anche se dalla tabella elaborata dall'Anief risultano essere più di 20 mila ma mancano i dati relativi alla distribuzione dei posti residuali regionali della fase B.