28 settembre 2022
Aggiornato 12:00
L'Italia e l'Europa devono fare di più

Pil, Siamo fuori dalla recessione ma la ripartenza non c'é

Secondo il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, la ripresa frena e stenta ad affermarsi in tutto il continente

ROMA (askanews) - La crescita dell'economia nel secondo trimestre conferma l'uscita del Paese dalla recessione, anche se è stata lievemente più bassa rispetto ai primi tre mesi dell'anno. Il Pil in Italia è cresciuto dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi del 2015 e dello 0,5% nel confronto con il secondo trimestre del 2014. L'aumento congiunturale corrisponde alle attese della maggior parte degli analisti, ma è in lieve frenata rispetto alla crescita congiunturale del primo trimestre, quando era stata pari allo 0,3%. Su base annua, invece, la crescita è più netta rispetto al +0,1% segnato, sempre a livello tendenziale, nel primo trimestre. La variazione acquisita per il 2015 è pari a 0,4%.

Stime confermate, ma nessun regalo al governo Renzi
I dati fanno ben sperare il governo che stima per quest'anno una crescita del Pil allo 0,7% e per il 2016 all'1,4%, anche se l'Italia cresce meno per ora della media dell'area Euro dove comunque la crescita è stata più bassa: +0,3% nel secondo trimestre a fronte dello 0,4% del primo trimestre. Bene la Spagna cresciuta dell'1% e la Grecia con +0,8%, mentre Berlino è cresciuta dello 0,4% - meno delle attese -, mentre è stagnante l'economia francese. La stima preliminare del Pil non tradisce quindi le attese, ma non regala niente di più al governo impegnato sulla legge di stabilità per il 2016 e sul piano di sgravi fiscali. Il primo taglio delle tasse è previsto nel 2016 per 5 miliardi con la Tasi sulla prima casa, l'Imu sui macchinari e sui terreni agricoli. Altri 15 miliardi di tagli all'Ires nel 2017 e all'Irpef nel 2018, per complessivi 35 miliardi.

Confindustria: L'Italia e l'Europa devono fare di più
Cauto, invece, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: «E' quello che ci aspettavamo. Purtroppo è la conferma che non c'è una ripartenza vera». Il leader degli industriali ha auspicato che la seconda parte dell'anno possa andare meglio. «Speriamo, lo speriamo fortemente - ha detto - altrimenti sono guai. E' tutta l'Europa che frena». Secondo il leader degli imprenditori «l'Italia senz'altro» ma «l'Europa anche» devono fare di più. «Non è un problema di Bce - ha aggiunto - si devono creare le condizioni favorevoli all'impresa. Questo è il problema vero. In Italia, finchè saremo così bloccati da tutte le complicazioni burocratico-amministrative e in più con tutti i problemi che abbiamo senza fare le riforme, non ci muoveremo».