25 febbraio 2020
Aggiornato 14:30
Mercato del lavoro

Brunetta: «Jobs act? Dati disoccupazione gelano entusiasmi»

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera: «Ancora una volta governo dà fiato alle trombe a vuoto». Carfagna: «Renzi cambi verso a riforme». Polverini: «Nessun motivo d'entusiasmo per pochi contratti in più». Sacconi: «Crescita apprendistato miglior segnale»

ROMA (askanews) - «Come ogni mese il ministero del Lavoro dà fiato a trombe di nuovi contratti attivati. Peccato che poi dati disoccupazione gelino ogni volta entusiasmi». Lo ha scritto su Twitter il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta.

Carfagna: Renzi cambi verso a riforme
«Numeri da capogiro grazie al Jobs Act. Saldo di +271 contratti stabili in tutta Italia. #Renzicambiaverso alle tue riforme, non funzionano!". Lo ha scritto su Twitter Mara Carfagna, portavoce di Forza Italia alla Camera.

Polverini: Nessun motivo d'entusiasmo per pochi contratti in più
«Tremila contratti in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso sono un po' pochi per il gigantesco eureka lanciato da Renzi di fronte ai dati sull'occupazione. Il nostro presidente del Consiglio non ha motivo per entusiasmarsi, come Archimede, perché proprio dalla Grecia, e anche a causa della latitanza sullo scenario internazionale di questo Governo, si stanno addensando nubi minacciose sul futuro della nostra economia che rischiano di sfociare in nuovi inaccettabili sacrifici per i contribuenti e per le famiglie italiane». Lo afferma in una nota la deputata di Forza Italia Renata Polverini, vice presidente della commissione Lavoro.
«A questo Renzi dovrebbe pensare piuttosto che - osserva - all'utilizzo improprio di dati che non sa interpretare se non in chiave propagandistica, nascondendo la precarietà estrema che si cela dietro il contratto a "tempo indeterminato" introdotto con il jobs act. Forza Italia resta seriamente preoccupata, invece, per il tasso di occupazione mai così basso in Italia, soprattutto per i giovani e le donne, e chiede al Governo una seria riflessione sulle prospettive economiche del Paese prima che sia troppo tardi».

Sacconi: Crescita apprendistato miglior segnale
«I dati delle comunicazioni obbligatorie al Ministero del lavoro sono interessanti soprattutto per la crescita dell'apprendistato perché esso significa investimento sulle competenze dei giovani. Dobbiamo tuttavia evitarne lo spiazzamento rispetto ai contratti permanenti perché ora costa di più ed implica pesanti oneri burocratici in molte Regioni». Lo afferma in una nota il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi.
«L'apprendistato rappresenta invece - sottolinea - il miglior ingresso nel mercato del lavoro e dovremo valutare l'opportunità di estenderlo agli adulti costretti alla rialfabetizzazione professionale per incentivarne la permanenza nella vita attiva».