21 novembre 2019
Aggiornato 00:00
Emissioni di CO2

Renzi dichiara guerra al carbone, ma non ai combustibili fossili

«Oggi il nostro nemico è il carbone»: ha detto il premier intervenendo agli Stati generali sui cambiamenti climatici, a Montecitorio. Il presidente del Consiglio ha aggiunto: «Si deve essere capaci di dire che le rinnovabili da sole non bastano» e che «da qui a domani mattina non finiranno né il petrolio né il gas»

ROMA - «Oggi il nostro nemico è il carbone»: ha detto il premier, Matteo Renzi intervenendo agli Stati generali sui cambiamenti climatici, a Montecitorio. Il presidente del Consiglio ha aggiunto: «Si deve essere capaci di dire che le rinnovabili da sole non bastano» e che «da qui a domani mattina non finiranno né il petrolio né il gas».

CAMBIAMENTI CLIMATICI PRIORITA' PER ITALIA - Renzi ha spiegato che «alcune scelte fatte in passato dall'Unione europea hanno portato paradossalmente a un aumento dell'impiego di carbone. Fra 40 o 50 anni avremo bisogno di andare ben oltre la lotta contro il carbone ma per arrivarci dobbiamo essere capaci anche di dire le cose come stanno», sostenendo che le fonti di energia alternative non potranno supplire ai combustibili fossili. Il primo ministro ha detto che la lotta ai cambiamenti climatici è «una priorità dell'Italia» e deve essere anche una priorità dell'Europa, soprattutto nei sei mesi che mancano alla conferenza di Parigi.

PARTIRE DA EDILIZIA POPOLARE - «Cerchiamo di non sciupare questa occasione, cerchiamo di non buttare via questi 6 mesi che abbiamo di fronte». Renzi ha invitato la «classe dirigente italiana», a «un 'semestre felix', fecondo: riusciamo, per una volta, a fare di questo tema non più un elemento di divisione ma utilizzare una sensibilità oggettiva di questo governo, per portare la voce dell'Italia di cui c'è bisogno nel mondo». Dunque, ha invitato il premier, «prendiamoci sei mesi di tempo perchè tutti i giorni, in tutti i settori, si faccia un passetto in avanti: le nuove scuole, gli alloggi di edilizia popolare, le opere pubbliche, le smart cities». Ad esempio secondo il presidente del Consiglio: «Abbiamo l'occasione di chiudere alcune questioni aperte che riguardano tutte le deleghe dei vari ministeri. Ad esempio i 16mila alloggi dell'edilizia popolare bloccati perché non si fanno i lavori di recupero: si può partire di lì con interventi di sostenibilità ed efficienza energetica, dando l'esempio. E poi le bonifiche, le discariche, temi su cui siamo indietro di decenni e sui vogliamo scrivere una pagina nuova, lo dimostreremo giovedì con numeri alla mano».

ITALIA E FRANCIA ALLEATE IN SOSTENIBILITA' - Intanto ieri il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e l'omologo francese Stéphane Le Foll hanno firmato a Expo 2015 una dichiarazione congiunta che chiede agli Stati che stanno lavorando al dossier di Cop21, il grande appuntamento sul cambiamento climatico che si terrà a Parigi a fine anno, di insistere su azioni e misure sul tema della riduzione dei gas serra e delle buone pratiche di sostenibilità ambientale in agricoltura. «Ci sono due grandi sfide davanti a noi, quella della nutrizione e quella dell'energia. Sono felice di portare qui a Expo questo messaggio insieme all'Italia perché siamo due Paesi molto vicini sia storicamente sia culturalmente. Questo è un messaggio ambizioso di fratellanza che ci lega in vista della Cop21 di Parigi» ha detto Le Foll ospitando Martina nel padiglione francese per la firma mentre Francois Hollande e Matteo Renzi erano insieme a Palazzo Italia. «È un appello che si rivolge, in particolare, agli Stati ed è un grande richiamo al nesso tra agricoltura e ambiente. Il fatto di firmarla qui, sul loro iniziativa, dimostra l'importanza diplomatica di Expo. Questo documento rappresenta anche un'appendice della Carta di Milano».