15 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Ma la Sardegna ha escluso la metanizzazione via tubo

L'Algeria vuole rilanciare il Galsi e affiancarvi un elettrodotto

Il primo ministro di Algeri Sellal, durante la conferenza stampa a Villa Madama con il premier Renzi, ha detto riguardo il gasdotto per trasportare il metano algerino in Italia: «Lo scheletro del progetto esiste, abbiamo avviato lavori sulla costa algerina». Inoltre c'è un «progetto futuro» per «l'energia elettrica in Europa» da affiancare al gas «sulla base di una partnership con l'Italia»

ROMA – L'Algeria non ha rinunciato al Galsi, il gasdotto per trasportare il metano algerino in Italia attraverso la Sardegna, e il Paese nordafricano ha intenzione di rilanciare il progetto. Lo ha chiarito il primo ministro algerino Abdelmalek Sellal durante la conferenza stampa congiunta a Villa Madama con il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

UNA FONTE ALTERNATIVA AFFIDABILE - Rispondendo a una domanda sul Galsi Sellal ha detto: «L'Algeria e' un Paese produttore di energia, di petrolio e gas. Lo scheletro del progetto esiste, abbiamo avviato lavori sulla costa algerina e la nostra volontà è di rilanciare il progetto con l'obiettivo di garantire sicurezza energetica». Il primo ministro di Algeri ha ricordato che con il Galsi sia l'Italia che l'Unione europea si garantirebbero «una fonte alternativa di approvvigionamento energetico», che sarebbe «affidabile e sicura» in quanto il suo Paese «ha sempre rispettato gli impegni» e «non ha mai cercato di ricattare o rinegoziare sul piano politico la fornitura di energia con i suoi clienti».

IL PROGETTO DI UN ELETTRODOTTO - Il premier di Algeri ha proposto a Renzi di dar nuovo vigore al consorzio di aziende che aveva lanciato l'idea di collegare con un gasdotto sottomarino l'Italia e l'Algeria, insistendo sulle nuove potenzialità del progetto. La conduttura infatti potrebbe trasportare non solo gas ma anche energia elettrica. Selal ha accennato a un «nuovo progetto per l'energia elettrica in Europa» da affiancare al metano algerino «sulla base di una partnership con l'Italia». Il premier nordafricano ha spiegato: «L'energia attraverserà il mare e sarà commercializzata in tutta Europa in partnership con l'Italia», aggiungendo però che si tratta di un «progetto futuro».

RENZI, COLLABOREREMO CON ALGERIA - Renzi non è entrato nel merito, ma ha assicurato che Italia e Algeria «lavoreranno perché il Mediterraneo torni ad essere quello spazio centrale e cruciale per il destino dell'Europa, dell'Africa e dell'intero pianeta che è stato in passato e che dovrò essere in futuro, per fare del Mediterraneo uno spazio di pace e di civiltà». Il premier ha ricordato che «l'Algeria è per l'Italia il primo mercato di tutto il continente africano» e in futuro c'è l'intenzione «del governo investire sempre di più in questioni legate al rapporto con l'Africa, in primo luogo con la cooperazione internazionale, che dovrà tornare ad essere elemento chiave di sviluppo della politica estera italiana». Concludendo il primo ministro italiano ha ricordato: «Non possiamo non valorizzare le tradizionali collaborazioni con l'Algeria soprattutto in tre settori: energia (gas e rinnovabili) con Eni, ENEL ed altre aziende private; infrastrutture, di tutti i generi, tradizionali ma anche culturali; industria, con alcune aziende che il ministro Guidi ha più volte accompagnato in Algeria e che sono interessate ad un lavoro comune».

LA SARDEGNA HA ESCLUSO GALSI - Il progetto Galsi risale al novembre 2007 e prevede la realizzazione della condotta sottomarina Sardegna-Italia e del terminale di arrivo a Piombino. Entrambi fanno parte del nuovo gasdotto «Algeria-Sardegna-Italia». Nel 2014 la Regione Sardegna ha autorizzata la propria finanziaria, la Sfirs, a cedere le sue quote (11,5%) nel consorzio di aziende nato per portare a compimento l'opera, composto da Sonatrach (41,6%), Edison (20,8%), ENEL (15,6%) e Gruppo Hera (10,4%). Nei giorni scorsi l'assessora all'Industria della Sardegna con delega all'Energia, Maria Grazia Piras, ha annunciato che l'isola sarà metanizzata solo grazie a rigassificatori e centrali di stoccaggio di Gas naturale liquido (Gnl) e che il piano energetico-ambientale regionale che sarà presentato nei primi di giugno non prevede il gasdotto Piombino Olbia.