11 maggio 2021
Aggiornato 15:30
La tecnologia sviluppata dai ricercatori dell'Università di Milano-Bicocca

Smart upgrading, il biometano italiano prodotto dai rifiuti organici

Un nuovo sistema che permette di produrre biometano con costi inferiori a quelli attuali utilizzando composti a basso impatto ambientale capaci di catturare anidride carbonica. Al via l'esperimento per 5mila famiglie

MILANO - Si chiama «Smart upgrading» ed è un'avanzatissima tecnologia sviluppata in cinque anni di lavoro dai ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell'Università di Milano-Bicocca in grado di produrre biometano dai rifiuti organici con costi inferiori a quelli attuali utilizzando composti a basso impatto ambientale capaci di catturare anidride carbonica. Nei giorni scorso i ricercatori hanno concluso la sperimentazione, avviata nell'aprile 2014, presso l'ex discarica di CEM Ambiente a Cavenago, provincia di Monza e Brianza, in seguito a un accordo di collaborazione tra l'azienda e l'Università. Grazie al nuovo impianto per la produzione di biometano si potrà dare gas, luce e riscaldamento a circa 5mila abitazioni del territorio, per un controvalore economico di 3,5milioni di euro. Finita dunque la fase sperimentale, ora si parte con la realizzazione di un prototipo di impianto industriale che sarà pronto per l'estate.

COME FUNZIONA - "Smart upgrading" è una tecnologia sperimentata con un piccolo impianto prototipo che consente il «lavaggio» del biogas ottenuto dalla fermentazione dei rifiuti dell'ex discarica. Rispetto alle tecnologie tedesche e statunitensi attualmente impiegate in questo campo, ha il vantaggio di lavorare con una sostanza di trasformazione biodegradabile e dal costo contenuto e di richiedere, per il suo funzionamento, una quantità di energia molto bassa, producendo un gas made in Italy. L'impianto pilota lavora attraverso un particolare lavaggio del biogas in grado di trattenere solo le impurezze indesiderate lasciando fluire liberamente il metano pulito. Si stima che il biometano prodotto dal trattamento di tutti i rifiuti organici e scarti vegetali sarebbe in grado di coprire più del 20% del fabbisogno nazionale.

LA LEGGE CHIEDE DI SFRUTTARE QUESTO GAS - «Ancora una volta – spiega Virginio Pedrazzi, amministratore unico di Cem Ambiente – la nostra società si dimostra attenta a cogliere e anticipare le politiche di sostenibilità, sperimentando nuove soluzioni innovative. In questo caso abbiamo accolto con favore e compartecipato economicamente, alla proposta dell'Università di utilizzare il gas prodotto dai nostri rifiuti per produrre biometano, andando incontro anche a un indirizzo di legge che chiede espressamente di produrre questo gas che ha già una rete e può essere utilizzato meglio e di più del biogas».
«Grazie all'accordo di collaborazione con CEM Ambiente – ha detto Maurizio Acciarri, professore associato di fisica sperimentale del Dipartimento di Scienza dei Materiali e responsabile del progetto per l'Università di Milano-Bicocca – è stato possibile verificare dal vivo l'efficacia di questa nuova tecnologia su un gas reale, ossia su una miscela di anidride carbonica, metano e altre sostanze che costituiscono normalmente il prodotto ottenuto dalla fermentazione batterica dei rifiuti umidi. Siamo riusciti a mettere a punto la tecnologia Smart upgrading grazie alla presenza nel Dipartimento di Scienza dei Materiali di competenze e conoscenze trasversali, da quelle chimiche e fisiche fino a quelle ingegneristiche».