14 ottobre 2019
Aggiornato 02:30
Il leader della Fiom chiede il reddito minimo anche per i giovani e i disoccupati

Landini: «Il Jobs Act non basta»

In Italia ci sono ben quattro regioni - Calabria, Campania, Puglia e Sicilia - in cui il tasso di disoccupazione supera di più del doppio la media dell'Unione europea, pari al 10,1 per cento sul 2014. Per Maurizio Landini ed Enrico Letta il Jobs Act non è sufficiente.

Torino (askanews) -  In Italia ci sono ben quattro regioni - Calabria, Campania, Puglia e Sicilia - in cui il tasso di disoccupazione supera di più del doppio la media dell'Unione europea, pari al 10,1 per cento sul 2014. E questo, secondo Eurostat, ne fa il terzo Paese di tutta l'Unione per numero di regioni in cui la disoccupazione oltrepassa il 20,2 per cento, dopo la Spagna, con 13 regioni, e la Grecia, con 12 regioni.

In Italia la disoccupazione si è assestata al 12,7%
Calabria e Puglia compaiono in un'altra «lista nera» del rapporto annuale sull'occupazione regionale stilato da Eurostat, l'ente di statistica comunitario: quella con i maggiori tassi di disoccupazione giovanile. La Calabria si vede piazzata ad un deprecabile settimo posto con il 59,7 per cento, la Puglia al nono con il 57,4 per cento a fronte di una media europea del 21,9 per cento di disoccupazione nella fascia 15-24 anni. Maglia nera l'Epiro, in Grecia, con un 69,8 per cento di giovani disoccupati. In Italia, ricorda Eurostat, la disoccupazione totale si è attestata al 12,7 per cento lo scorso anno, spaziando dal sovra citato 4,4 per cento di bolzano al 23,4 per cento della Calabria. Al Nord Ovest in media si è attesta al 9,3 per cento, nel Nord Est al 7,7 per cento, al centro 11,4 per cento. Ben peggio va al Sud con un 20,4 per cento anche se il dato più alto è quello delle Isole, un 21,2 per cento che riflette il 22,2 per cento della Sicilia e il 18,6 per cento della Sardegna.

Landini: Reddito minimo anche per giovani e disoccupati
La soluzione di reddito per gli ultra 55enni è l'abbassamento dell'età pensionabile a cominciare dai lavori usuranti. È quanto ha sostenuto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, commentando la proposta del presidente Inps, Tito Boeri, che ha ipotizzato un reddito minimo per gli ultra 55enni senza lavoro. «Boeri solleva un problema vero - ha detto Landini a margine dell'assemblea Fiom a Torino per le elezioni delle Rls del gruppo Fca-Cnhi - ma la soluzione a quel problema è la riduzione dell'età pensionabile con il ripristino, a partire dalle mansioni più pesanti, delle pensioni di anzianità. Il problema del reddito minimo - ha osservato Landini - non deve essere rivolto soltanto a chi ha una certa età ma riguarda anche i giovani e i disoccupati. Quindi - ha detto Landini - serve una riforma degli ammortizzatori sociali, che da un lato preveda l'estensione della cassa integrazione a tutti facendo pagare tutte le imprese e tutti i lavoratori e dall'altra, superando il meccanismo della Cig in deroga, prevedere a carico della fiscalità generale un reddito minimo che sostiene chi cerca il lavoro e chi ha bisogno di studiare perché questo è un problema generale che non riguarda solo gli anziani ma anche i giovani».

Letta: Il Jobs Act è un passo avanti ma non è sufficiente
«Il Job act è stato un passo avanti però non sufficiente, c'è bisogno sul lavoro di fare molte altre cose perché oggi il vero problema è la disoccupazione e c'è bisogno di tutelare i lavoratori che hanno perso il lavoro», lo afferma anche l'ex premier Enrico Letta a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24. «Le tutele crescenti non ci sono ancora a sufficienza. Bisogna aggiungere tutele», aggiunge il deputato del Pd.