21 aprile 2021
Aggiornato 11:00
L'occupazione si è stabilizzata e potrebbe tornare a crescere

Bankitalia: «Segnali di ripresa, ma servono le riforme»

"Anche se i miglioramenti devono ancora consolidarsi, sia nell'area dell'euro sia in Italia, in connessione con l'annuncio e l'avvio del programma di acquisto di titoli dell'Eurosistema, si sono intensificati i segnali di ripresa. Nel nostro Paese l'occupazione si è stabilizzata e nel corso dell'anno potrebbe tornare a crescere", sostiene Luigi Federico Signorini.

Roma (askanews) - «Anche se i miglioramenti devono ancora consolidarsi, sia nell'area dell'euro sia in Italia, in connessione con l'annuncio e l'avvio del programma di acquisto di titoli dell'Eurosistema, si sono intensificati i segnali di ripresa. Nel nostro Paese l'occupazione si è stabilizzata e nel corso dell'anno potrebbe tornare a crescere; vi contribuirebbero gli effetti attesi dagli sgravi contributivi introdotti a gennaio e dalle riforme regolamentari».Così il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Miglioramento delle condizioni cicliche
«I dati più recenti confermano i segnali di miglioramento delle condizioni cicliche» per il nostro Paese. «La discesa del Pil si è arrestata nell'ultimo trimestre dello scorso anno; oltre a un'accelerazione delle esportazioni, sono emersi segnali favorevoli sulla domanda interna: i consumi delle famiglie hanno proseguito il recupero avviatosi dal terzo trimestre del 2013 e gli investimenti sono tornati a crescere, dopo sette anni di calo pressoché ininterrotto; le scorte sono diminuite, frenando la crescita. La fiducia di famiglie e imprese è aumentata dall'inizio dell'anno in misura marcata; sono migliorate, in particolare, le attese sull'occupazione e sulla domanda estera. Stimiamo che l'attività industriale - pur tra andamenti oscillanti - sia tornata a crescere nella media del primo trimestre, dopo essersi stabilizzata alla fine del 2014. Sul mercato del credito, nel primo trimestre dell'anno si è consolidata la discesa dei tassi medi sui nuovi prestiti e le condizioni di offerta si sono ulteriormente allentate, per la prima volta anche per le aziende di minore dimensione, anche se rimangono sensibili differenze tra classi dimensionali e settori di attività». Tuttava, «non si è ancora interrotta la flessione dei prestiti alle imprese».

Lo scenario del Def è plausibile, ma la fiducia deve consolidarsi
«Lo scenario descritto nel Def per il biennio 2015-2016 è plausibile, anche se non esente da rischi a breve termine: i miglioramenti della fiducia devono consolidarsi; l'incertezza sull'esito delle trattative sul programma di aggiustamento del governo greco resta elevata e può indurre volatilità nelle condizioni finanziarie». Così il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Occorre attuare «con sollecitudine» le misure previste nel Jobs Act. «I provvedimenti approvati nei primi mesi dell'anno che hanno dato parziale attuazione alla legge delega del dicembre del 2014 intervengono sulla disciplina dei licenziamenti limitando l'incertezza sull'esito del contenzioso, rafforzando i meccanismi di sostegno al reddito in caso di perdita dell'impiego, avvicinando l'Italia alle migliori pratiche internazionali e semplificano la disciplina dei rapporti di lavoro. E' opportuno che le misure indicate nella legge delega e illustrate nel Pnr siano attuate con sollecitudine", ha sottolineato. Inoltre la piena realizzazione delle riforme strutturali è «essenziale per accrescere stabilmente il potenziale di crescita dell'economia e facilitare lo stesso riequilibrio dei conti». Nel complesso la strategia di riforme messa in cantiere dal governo appare «largamente condivisibile. Nonostante i progressi compiuti nell'ultimo periodo la fase attuativa continua a rappresentare uno dei principali punti deboli del processo di riforma in atto; opportunamente il documento si concentra su essa», ha detto Signorini.