16 settembre 2019
Aggiornato 02:00
A rischio mille posti di lavoro nel Mezzogiorno

Caro Renzi, con Whirlpool non bluffare

Come si legge in un comunicato, il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, ha convocato per lunedì 27 aprile alle ore 16 il Tavolo della vertenza per affrontare la spinosa questione “Whirlpool”. A rischio ci sono circa 1000 posti di lavoro nel Mezzogiorno.

ROMA - Come si legge in un comunicato, il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, ha convocato per lunedì 27 aprile alle ore 16 il Tavolo della vertenza per affrontare la spinosa questione «Whirlpool». A rischio ci sono circa 1000 posti di lavoro nel Mezzogiorno.

A rischio 1000 lavoratori nel Mezzogiorno
Il ministro Guidi ha preso la decisione di convocare il Tavolo della Vertenza a seguito del fallimento delle trattative tra l'azienda e i sindacati. Questa mattina, infatti, si è tenuto l'incontro la le sigle Fiom, Uilm, Ugl e i vertici della Whirlpool, ma si sono interrotte con un nulla di fatto. Il responsabile delle relazioni esterne dell'azienda, Alessandro Magnoni, ha confermato la volontà di investire in Italia circa 500 milioni di euro per rilanciare il ruolo del Belpaese all'interno della strategia industriale di Whirlpool, ma ha anche ribadito chiaramente la volontà dell'azienda di attenersi al piano presentato la scorsa settimana al Mise, che prevede altresì un esubero di 1.350 lavoratori e la chiusura di ben tre stabilimenti nella penisola: Caserta, None e Albasine. Un contentino, quello della promessa degli investimenti futuri in R&S, che i sindacati – e soprattutto i lavoratori – non sono disposti ad accettare.

Rivolte e tumulti nel Casertano
Fiom, Uilm, Ugl e Fim hanno deciso perciò congiuntamente di adottare una mobilitazione nazionale. Il primo sciopero di dodici ore è previsto entro il mese di maggio, ma è probabile che ne seguiranno degli altri se l'azienda dovesse rifiutarsi di scendere a patti coi lavoratori. Nella giornata di oggi non sono mancati tumulti nell'area industriale di Carinaro, nel Casertano, e una vera e propria rivolta in difesa del sito produttivo Indesit-Whirlpool. Tanto che i politici locali, «preoccupati per l'impatto che tale piano avrà anche sui livelli occupazionali per i lavoratori residenti sul territorio del comune di Acerra», hanno ritenuto «opportuno riunirsi in via straordinaria e urgente chiedendo al sindaco e al presidente del consiglio comunale di Carinaro di indire un consiglio comunale congiunto tra le città delle province di Caserta e Napoli interessate dalla problematica».

Caro Renzi, stavolta non bluffare
La partita tra la Whirlpool e i lavoratori, però, vede ora un altro protagonista dopo la convocazione del Tavolo della vertenza previsto per lunedì prossimo. Il governo è stato chiamato in causa sia dai lavoratori che dai sindacati, e lo stesso premier, Matteo Renzi, intervenendo sulla vicenda questa mattina da Pompei di ritorno da Washington, ha garantito che se ne occuperà personalmente. Non si tratta, da parte sua, né di compassione né di eccesso di zelo ma di una precisa assunzione di responsabilità giacché i precedenti governi italiani (Letta, Monti) avevano firmato con la Whirlpool un accordo che prevedeva la tutela dei lavoratori. Come ha spiegato in giornata il grillino Luigi Di Maio: «C'era un accordo - ha dichiarato - che non si sta rispettando, un accordo sottoscritto dal governo italiano e da una grande multinazionale che li impegnava a salvaguardare alcuni posti di lavoro». Secondo l'esponente stellato: «Queste persone avevano alle spalle la sicurezza di un impegno siglato dal governo che non si sta rispettando. Allora adesso si vogliono fare nuovi tavoli, nuovi accordi? Bene, ma ci devono essere penali per le aziende che non li rispettano», ha concluso Di Maio. C'è da sperare che il governo Renzi, dopo tanti bluff, stavolta faccia davvero il suo dovere, perché il Mezzogiorno non può permettersi di perdere altri 100 posti di lavoro.