18 settembre 2019
Aggiornato 01:30
Descalzi: serve cooperazione fra produttori per stabilizzare mercato

ENI raddoppia la sua produzione nel deserto occidentale egiziano

Il Cane a sei zampe ha raggiunto il livello record di produzione di 70 mila barili di olio al giorno. L’importante risultato, ha comunicato la compagnia, deriva principalmente dalla concessione di Melehia grazie a esplorazioni i successo nei temi geologici profondi, di età cretacica e giurassica

IL CAIRO – Eni ha raddoppiato in tre anni le estrazioni di petrolio dal deserto occidentale egiziano, raggiungendo il livello  record di produzione di 70 mila barili di olio al giorno. L’importante risultato, ha comunicato la compagnia, deriva principalmente dalla concessione di Melehia, situata 290 chilometri a ovest di Alessandria d’Egitto.

ENI IN EGITTO - Dei 70mila barili infatti, ben 54mila provengono proprio da Melehia grazie a esplorazioni i successo nei temi geologici profondi, di età cretacica e giurassica. Gli altri 16mila barili giornalieri invece vengono estratti da altre tre  licenze di sviluppo: Ras Qattara, Raml e West Razzak. Inoltre a inizio 2015 Eni ha siglato un nuovo Concession Agreement per operare nel blocco Southwest Melehia,  dove entro l’anno in corso avvierà l’attività esplorativa sui medesimi temi geologici profondi. Per la società energetica questa concessione è un elemento chiave per la sostenibilità della crescita futura della propria produzione nel deserto occidentale egiziano. Eni, attraverso la controllata International Egyptian Oil Company (IEOC), detiene il 76% nella concessione di Melehia. L’altro partner è Lukoil con il 24%. Agiba, società operatrice detenuta da Ieoc (50%) ed Egpc (50%), è l’operatore della concessione. Risale allo scorso marzo invece la decisione di Eni di investire 5 miliardi di dollari nei prossimi 4 anni in Egitto. Le somme mobilitate saranno utilizzate per estrarre 200 milioni di barili di petrolio e circa 37 miliardi di metri cubi di gas. Il Cane a sei zampe inoltre ha intenzione di puntare al mercato locale egiziano, come fornitore di servizi energetici, vista la crescente domanda nel Paese dove opera dal lontano 1954. Attualmente Eni, che opera in Egitto attraverso Ieoc, è il principale produttore con una produzione equity nel 2014 pari a circa 210 mila barili di olio equivalente al giorno.

DESCALZI, PRODUTTORI COOPERINO PER STABILITÀ MERCATO - Intanto l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in un'intervista al Financial Times ha auspicato che nel prossimo futuro Opec, Stati Uniti e Russia collaborino per evitare movimenti «destabilizzanti» dei prezzi del petrolio, come quelli dell'ultimo periodo. «Abbiamo bisogno di stabilità per la nostra industria, e la stabilità significa avere un orientamento», ha detto l'ad riferendosi agli enormi volumi produttivi dagli stati Uniti, dalla Russia e dall'Opec. Descalzi ha aggiunto: «Abbiamo bisogno di cooperazione tra tutti i produttori per stabilizzare il mercato». Secondo Descalzi il greggio tornerà a costare intorno ai 70 dollari al barile entro un anno, grazie alla diminuzione nella produzione americana di shale, il miglioramento della domanda e la riduzione delle spese nei progetti.