21 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Dopo il Regno Unito, anche l'Italia è entrata nell'Aiib

L'Europa strizza l'occhio a Pechino

L'influenza politico-economica della Cina si sta rafforzando nel contesto internazionale. Non solo perché le borse asiatiche attirano sempre più capitali, ma anche perché i paesi europei - in barba agli USA - cominciano a guardare a Est. Dopo la Gran Bretagna, anche l'Italia è entrata nell'Aiib: e Germania e Francia si apprestano a fare altrettanto.

ROMA - L'influenza politico-economica della Cina si sta rafforzando nel contesto internazionale. Non solo perché le borse asiatiche attirano sempre più capitali, ma anche perché i paesi europei - in barba agli USA - cominciano a strizzare l'occhio a Pechino. Dopo la Gran Bretagna, anche l'Italia è entrata nell'Aiib: e Germania e Francia si apprestano a fare altrettanto.

SUI MERCATI FINANZIARI VINCONO LE BORSE ASIATICHE - E' un bel giorno per l'Asia, e per Pechino in particolare. Non solo perché i mercati finanziari continuano a strizzare l'occhio verso Est, ma anche perché l'influenza della Cina si muove con sempre maggiore audacia verso Ovest. Oggi, sulle principali borse asiatiche prevalgono i rialzi, con la flessione del dollaro che sembra far allontanare la prospettiva di un prossimo aumento dei tassi d'interesse Usa. Brilla in particolar modo Shangai, dove il Composite Index fa registrare la chiusura più alta da maggio del 2008, con un progresso dell'1,55% a 3.502 punti. Ma non si tratta solo di borsa. I paesi occidentali, Stati Uniti compresi, dovrebbero fare attenzione ai prossimi movimenti di Pechino, perché attrae non solo capitali esteri sui suoi mercati finanziari, ma rischia di fagocitare pian piano perfino la Banca Mondiale di Washington e l'Asian Development Bank.

L'ITALIA ADERISCE ALL'AIIB - Il pericolo infatti non è troppo lontano. L’Italia ha appena accettato di entrare a far parte dell'Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib), cioè l’istituto finanziario promosso dalla Cina per costituire un’alternativa alla Banca Mondiale di Washington e all’Asian Development Bank, sponsorizzata dall’America. E il nostro Belpaese non è il solo ad avvicinarsi sempre più all'orbita di Pechino: sembra che anche la Germania e la Francia siano sul punto di compiere il grande passo. A rivelarlo è il Financial Times. La Aiib è la risposta cinese al colosso americano, e mira ad attrarre capitali e investimenti dai paesi occidentali: voluta con forza da Pechino è naturalmente vista come fumo negli occhi dagli Usa, che temono di veder capitolare definitivamente la loro egemonia economica mondiale. Il primo paese europeo ad aderire all'Aiib era stata la Gran Bretagna, solo la scorsa settimana, irritando profondamente Washington. Anche l'Australia, per bocca del premier Tony Abbott, ha fatto sapere che a breve farà la sua scelta.

I TIMORI DI WASHINGTON - L'Asian Infrastructure Investment Bank è stata fortemente voluta dal presidente cinese Xi Jinping per competere col Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e l'ADB, al fine di emanciparsi sempre più dall'influenza economica statunitense e rafforzare la propria identità politico-economica internazionale. Gli Stati Uniti hanno fatto di tutto per evitare che i paesi occidentali aderissero all'Aiib, ma senza risultato. Perciò, guardano con ancora maggiore interesse e attenzione alle vicende dell'Europa e alla crisi greca, intervenendo anche direttamente sulla questione come hanno fatto con le recenti dichiarazioni. La minaccia più grave, per gli Usa, è che sempre più paesi europei gravitino nell'orbita asiatica, e che l'asse Mosca-Berlino si rafforzi ulteriormente. In questo senso, l'uscita delle Grecia dall'Eurozona e il pericolo della dissoluzione dell'Ue è un rischio da evitare a tutti i costi.