23 aprile 2019
Aggiornato 06:30
Relazioni UE-USA

Nella disputa tra Boeing e Airbus anche burro e mandarini

Donald Trump ha avviato un nuovo capitolo nello scontro commerciale tra le due sponde dell'Atlantico minacciando nuovi dazi su circa 11 miliardi di dollari di importazioni dall'Europa

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ROMA - E' una storia infinita la disputa tra Airbus e Boeing. Donald Trump ha avviato un nuovo capitolo nello scontro commerciale tra le due sponde dell'Atlantico minacciando nuovi dazi su circa 11 miliardi di dollari di importazioni dall'Europa. L'agenzia del commercio estero Usa (Office of US Trade Representative) in un documento cita «il danno» causato agli Stati Uniti dai sussidi europei ad Airbus.

I dazi non non si limitano al settore dell'aviazione commerciale ma spaziano su molti ben made in Europe tra cui anche burro e mandarini. «Questo caso è in discussione da 14 anni ed ora è venuto il tempo di agire» dichiara in una nota il numero uno dell'USTR Robert Lighthizer «l'amministrazione si sta preparando a rispondere immediatamente non appena l'arbitrato WTO pubblicherà le sue valutazioni sul valore delle contromisure Usa».

«Il nostro obiettivo finale - prosegue - è di raggiungere un accordo con l'Unione Europea per porre fine a tutti i sussidi ai grandi aerei civili vietati dal WTO. Quando l'Ue smetterà di erogare questi sussidi dannosi, i nuovi dazi Usa imposti come risposta saranno cancellati».

La disputa tra Boeing e Airbus si trascina da anni. Circa un anno fa l'organo di appello del Wto aveva emesso un parere che ognuno dei due contendenti ha commentato come una vittoria. Agli inizi degli anni duemila l'America di George W. Bush fece causa all'Europa, e quest'ultima intentò una contro-causa nel 2006. Il motivo è sempre lo stesso: politiche industriali nel settore aerospaziale poco ortodosse. Non c'è solo una questione di aiuti illegali, in ballo c'è molto di più: ci sono la supremazia industriale, oltre a giri d'affari miliardari. E, con l'amministrazione americana a guida Donald Trump, il rischio di un ulteriore inasprimento delle relazioni bilaterali in materia di scambi.

Gli Stati Uniti hanno da sempre accusato l'Ue di aver sostenuto l'attività di Airbus in violazione delle regole comuni, quelle del Wto. E proprio il Wto nel 2016 ha dato ragione agli Stati Uniti, rilevando che l'Unione europea e i suoi Paesi membri avrebbero fornito aiuti al consorzio europeo. Nello specifico Germania, Francia, Regno Unito e Spagna avrebbero finanziato illegalmente i progetti A300, A310, A320, A330/A340, A330-200, A340-500/600, e A380. Già nel 2011 il Wto aveva ordinato la sospensione di questi sussidi.

Dopo l'ultimo parere del Wto la questione non è ancora risota. Il dipartimento per il Commercio americano spiega che nel dicembre del 2011 l'Unione europea aveva ha giurato di aver eliminato oltre 18 miliardi di dollari di finanziamenti agevolati ad Airbus, quelli che il Wto aveva contestato. Gli Usa hanno portato avanti la causa, che nel 2016 ha appurato irregolarità europee.

La UE ha sempre fornito una lettura molto diversa rispetto a Washington. Secondo Bruxelles il Wto ha stabilito che la maggior parte dei sostegni dell'Ue a cui si oppongono gli Stati Uniti era scaduta nel 2011» e pertanto «secondo le regole del Wto l'Ue non è tenuta a intraprendere ulteriori». Insomma il Wto «ha respinto la stragrande maggioranza delle affermazioni degli Stati Uniti» circa il danno per le vendite di Boeing patite dalla politica dell'Ue.