19 maggio 2019
Aggiornato 18:00
Tra dazi e nuove intese

UE-USA, approvate le direttive sul nuovo negoziato commerciale

In un momento di grande incertezza per il commercio internazionale i Ventotto hanno confermato oggi di avere dato mandato alla Commissione europea di negoziare con gli Stati Uniti un nuovo accordo commerciale nel settore industriale

La commissaria UE al commercio Cecilia Malmstroem
La commissaria UE al commercio Cecilia Malmstroem ( ANSA )

BRUXELLES - Il Consiglio Ue ha adottato, ieri a Lussemburgo, le direttive di negoziato per i colloqui commerciali con gli Stati Uniti, in attuazione della dichiarazione congiunta concordata a Washington, dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker e dal presidente americano Donald Trump il 25 luglio 2018.

Con questo mandato, gli Stati membri dell'Ue hanno dato alla Commissione il via libera all'avvio di negoziati formali con gli Stati Uniti per un accordo commerciale per l'abbattimento delle tariffe, strettamente focalizzato sui beni industriali, (i prodotti agricoli sono esclusi), e per un secondo accordo, sulla valutazione della conformità, che renda più facile per le aziende dimostrare che i loro prodotti soddisfano i requisiti tecnici vigenti sui mercati su entrambe le sponde dell'Atlantico.

La Commissione aveva presentato le proposte di mandato tre mesi fa, e con le conclusioni del Consiglio europeo di marzo i leader dell'Ue avevano chiesto una «rapida attuazione di tutti gli elementi della dichiarazione congiunta Usa-Ua del 25 luglio 2018». Non lo si dice esplicitamente, ma l'accordo dovrebbe servire in particolare a risolvere il problema della minaccia dell'Amministrazione americana di imporre dei forti dazi sulle importazioni negli Usa di auto europee (per lo più tedesche).

La Francia, tuttavia, ha espresso forti perplessità sull'opportunità di cominciare i negoziati commerciali con un paese che, con l'Amministrazione Trump, ha rifiutato di fare la sua parte nell'Accordo sul cambiamento climatico e sulla riduzione delle emissioni di CO2.

La commissaria Ue al Commercio, Cecilia Malmström, ha sottolineato oggi che «questa è una decisione positiva che contribuirà ad alleviare le tensioni commerciali. Siamo ora pronti per avviare colloqui formali per questi due accordi mirati che porteranno benefici tangibili per le persone e le economie su entrambe le sponde dell'Atlantico. Abbattere le barriere commerciali tra di noi sarà vantaggioso per entrambe le parti».

Malmström ha precisato anche che, «in linea con le direttive negoziali concordate dai governi dell'Ue, la Commissione esaminerà ulteriormente i potenziali impatti economici, ambientali e sociali dell'accordo, tenendo conto degli impegni assunti dall'Unione negli accordi internazionali, incluso l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici».

«Questa valutazione, così come il processo negoziale stesso - ha aggiunto la commissaria -, sarà condotta in dialogo regolare con il Parlamento europeo, gli Stati membri, la società civile e tutte le parti interessate, in linea con l'impegno della Commissione europea nei confronti della trasparenza».

Secondo un'analisi economica condotta dalla Commissione europea, l'accordo sull'eliminazione delle tariffe per i beni industriali aumenterebbe entro il 2033 le esportazioni dell'Ue verso gli Stati Uniti dell'8% e le esportazioni statunitensi verso l'Ue del 9%. In termini quantitativi l'aumento delle esportazioni varrebbe rispettivamente 27 miliardi di e 26 miliardi di euro.

Malmström, che ha parlato in conferenza stampa a Bruxelles, ha anche puntualizzato due cose. La prima è che l'accordo che si sta negoziando non comprende assolutamente i prodotti agricoli (come avrebbero vuluto invece gli americani), né gli appalti pubblici (che interessavano agli europei). La seconda è che questo negoziato è «una cosa completamente nuova rispetto al Ttip», il controverso accordo commerciale transatlantico complessivo, comprendente anche gli investimenti, che si era tentato senza successo di negoziare in precedenza. «Il Ttip è congelato», e nel documento approvato oggi «indichiamo esplicitamente che è obsoleto», ha concluso la commissaria.