20 maggio 2019
Aggiornato 10:00
Il premier croato ha annunciato un referendum popolare

L'Italia dirà la sua sulle trivellazioni in Adriatico lanciate dalla Croazia

Roma parteciperà alla Valutazione ambientale strategica (Vas), sulle zone individuate dal Paese confinante per l'estrazione di idrocarburi di concerto con Zagabria, come ha reso noto il Wwf. Saranno recepite anche le osservazioni delle Regioni interessate: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia.

ROMA – L'Italia non sarà esclusa dai piani croati per la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi offshore nel mar Adriatico. Roma parteciperà alla Valutazione ambientale strategica (Vas), sulle zone individuate dal Paese confinante (1 nell'alto Adriatico, 9 nel medio e basso Adriatico) di concerto con Zagabria, come ha reso noto il Wwf che ha seguito da vicino il dossier.

GALLETTI, ITALIA NON E' SOLO SPETTATRICE - Già il 4 marzo il ministero per l'Ambiente italiano ha comunicato di aver ottenuto, dopo due richieste formali, di essere consultato dalla controparte croata. Il ministro Gian Luca Galletti ha spiegato: «L’Italia ha una legislazione molto rigorosa sul tema delle trivellazioni, orientata prima di tutto alla massima sicurezza ambientale. Essere pienamente a conoscenza di quel che si verifica a poca distanza dalle nostre coste, a maggior ragione perché che si tratta di interventi energetici con un potenziale impatto ambientale, era per noi un passaggio irrinunciabile. Ed è  anche un modo per rispondere a chi in questi mesi aveva temuto che l’Italia fosse semplice spettatrice di ciò che accade nell’Adriatico». Ora potranno esprimere la loro opinione anche le Regioni italiane interessate: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. Gli enti locali dovranno trasmettere entro il prossimo 20 aprile le loro osservazioni al «Programma quadro di ricerca e produzione degli idrocarburi nell’Adriatico» di Zagabria, che verranno inviate con quelle del dicastero guidato da Galletti il 4 maggio alla Croazia.

IN CROAZIA REFERENDUM POPOLARE SU TRIVELLE - Comunque non è detto che Zagabria lanci il piano di estrazione di gas e petrolio dalle sua acque territoriali. Il premier, Zoran Milanovic, infatti dopo le forti pressioni di movimenti ambientalisti e associazioni di operatori turistici, ha annunciato il 3 marzo l'istituzione di un referendum popolare. Le trivellazioni in mare quindi potranno partire solo se la maggioranza dei croati darà il proprio assenso. Milanovic ha difeso il piano di estrazioni offshore, definendo gli oppositori una minoranza che comunque ha il diritto di esprimere la propria opinione. Il primo ministro ha spiegato: «Indiremo un referendum per vedere se estrarremo o no idrocarburi dai fondali dell’Adriatico; abbiamo la conferma dataci dai più grandi esperti mondiali del settore sul fatto che è reale la possibilità di guadagnare miliardi, possiamo perdere un’occasione simile?».