3 luglio 2020
Aggiornato 16:00
La guerra dei parafarmacisti

Renzi, ora smantella il monopolio delle farmacie

E' guerra tra il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi. La guidi, infatti, ha avanzato la possibilità che nel Ddl pro concorrenza e pro liberalizzazioni venga inserita anche la questione dei farmaci di fascia C vendibili in parafarmacie e supermercati. La posizione della Lorezin è, però, inamovibile: i farmaci restano nelle farmacie.

ROMA - «Lorenzin difende la casta», queste le parole dei parafarmacisti che, nella guerra aperta tra il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, si schierano al fianco di quest'ultima, intenzionata a far crollare il monopolio delle farmacie con l'inserimento nel Ddl pro la materia delicata e abbondantemente discussa della liberalizzazione dei farmaci di fascia C. Il ministro della Salute, invece, sembra fermo sul mantenimento dello status quo. 

LA RABBIA DELLA MINISTRA LORENZIN - I farmaci con ricetta «non possono stare al supermercato accanto a un pacco di cerali». Inamovibile la posizione di Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, che dice no alla liberalizzazione dei farmaci. La ministra alza un muro nei confronti della collega Federica Guidi, Ministro dello Sviluppo, che, ospite della trasmissione della Rai Agorà, ha annunciato che il suo Ddl pro concorrenza e liberalizzazioni – in calendario al prossimo Cdm del 20 febbraio – interesserebbe anche di farmaci e farmacie. «Nessuno scontro con la Guidi. Cercheremo di arrivare a una composizione nel Governo entro il Cdm del 20», afferma la ministra della Salute, ma le acque sembrano tutt'altro che calme. 

COSA CAMBIEREBBE - Ancora è da capire in che modo la materia verrà trattata nel Ddl in questione, forse – come suggerito da Il Sole 24 Ore – con un quorum abbassato, e quindi con più farmacie, o con il mutamento del numero massimo in numero minimo, oppure ancora con il quorum che passa da 3300 abitanti a 1500, e insieme ad un parallelo limite alle licenze. Inoltre ci sarebbe la possibilità che tutti i farmaci C con ricetta non sarebbero più esclusivi delle farmacie private. Dunque i farmaci di fascia C (quelli a carico del cittadino) potrebbero essere venduti anche nelle parafarmacie o con ricetta nei supermercati.

LORENZIN INAMOVIBILE«Qualsiasi decisione in merito spetta (anche) a noi», ha affermato con fermezza la ministra della Salute. Non sarebbe tutto nelle mani della collega Guidi, quindi, la quale si è vista recapitare una lettera di protesta, con mittente il ministero della Salute, nella quale si specificava che non ci sarebbero stati interventi di questa portata all'insaputa della Lorenzin. A preoccupare la ministra della Salute è la possibilità che con tale decisione si sancirebbe la morte delle farmacie rurali e quelle dei piccoli comuni, presidi di salute imprescindibili sul territorio. Inoltre sarebbe messa a rischio – secondo la Lorenzin – la sicurezza dei pazienti, con un aumento della spesa farmaceutica.

PARAFARMACISTI SFIDANO RENZI: SMANTELLA IL MONOPOLIO«Ci misureremo, difenderò il sistema fino alla fine», tuonano dal ministero della Salute. Ma le cose pare si muovano anche dall'altra parte: il fronte delle liberalizzazioni, rappresentato dalla Guidi ma anche dai parafarmacisti, si prepara a contrattaccare, chiamando dentro il premier Matteo Renzi: «Adesso tocca al premier Renzi scendere in campo al fianco del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi affinché la proposta di legge in questione trovi la più ampia condivisione a livello di governo» e ancora: «Se ci sei, batti un colpo. Se nulla cambia, prenderemo atto che al Governo manca il coraggio di scalfire un monopolio».

FEDERFARMA: DANNO A CITTADINI - Dall'altra parte, Ferderfarma – la Federazione che rappresenta le oltre 16 mila farmacie private – rappresentata dalla Presidente Annarosa Racca avverte: «Bisogna dire no alla ricetta medica nei supermercati, perchè è autolesionista uno Stato che smonta pezzo per pezzo un servizio pubblico che funziona e che viene erogato da operatori privati in nome e per conto dello Stato stesso». E continua, ancora, Racca: «Abbiamo dalla nostra parte anche la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea che, nelle loro sentenze, hanno ripetutamente sottolineato come le regole che ordinano il servizio farmaceutico italiano sono a garanzia dei cittadini e dell'efficacia dell'assistenza». A dare man forte alla Lorenzin è il compagno di partito Raffaele Calabrò, che sostiene il ministro della Salute sottolineando la necessità che i farmaci di fascia C siano esclusivi dei cittadini per questioni di salute: «Adesso tocca al premier Renzi scendere in campo al fianco del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi affinché la proposta di legge in questione trovi la più ampia condivisione a livello di governo». E continua ancora l'esponente di Ncd: eppure «non dovrebbe essere difficile comprendere che senza il consiglio del farmacista, gli italiani finirebbero per abusare di farmaci anche senza necessità. Inoltre, sarebbe tangibile il rischio di aumentare la spesa farmaceutica che in questi anni si è tentato in ogni modo di tenere sotto controllo. Il ministro Guidi si occupi di poste, ferrovie e quant'altro, ma lasci tutto ciò che attiene alla salute al dicastero competente».

DEJA VU - Insomma la guerra sembra aperta tra i due ministeri. Sembra di essere tornati alla battaglia portata avanti da Bersani, con le celebri 'lenzuolate', e da Balduzzi, poi. Sempre in ambito di farmaci e liberalizzazioni. Sempre a tentare di far sgretolare il terreno del monopolio delle farmacie. Sarà la volta buona?

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