25 maggio 2019
Aggiornato 06:30
A casa tutti i dipendenti della partecipata della Fondazione

Grandi manovre per Mps. Ma chiude Siena Biotech

Grandi manovre per Mps. Il presidente Alessandro Profumo e l'ad Fabrizio Viola saranno confermati al vertice della Fondazione, che si prepara ad un aumento di capitale da 2,5 miliardi. Intanto, però, si è aperta la procedura di licenziamento collettivo per tutti i 50 lavoratori della Siena Biotech, partecipata della Fondazione. E la Cgil protesta.

FIRENZE - Grandi manovre per Mps. Il direttore generale (provveditore) Enrico Granata lascerà ad aprile la guida della Fondazione. Granata era arrivato a Palazzo Sansedoni un anno fa, chiamato da Antonella Mansi. La Fondazione, che controlla il 2,5% del Monte (quota sindacata con il 4,5% di Fintech e il 2% di Btg Pactual), ha chiuso l'esercizio 2014 in perdita, per effetto della svalutazione della quota (67%) nell'Immobiliare Sansedoni. In aprile ci sarà il rinnovo dei vertici di Banca Mps che, come scrive il Sole 24 Ore, probabilmente vedrà la conferma del presidente Alessandro Profumo e dell'amministratore delegato Fabrizio Viola. I due hanno presentato il 3 febbraio scorso alla deputazione amministratrice della fondazione Mps il capital plan della banca. L'incontro, secondo quanto si apprende, sarebbe durato circa un'ora e mezzo e il capital plan prevede, tra l'altro, un aumento di capitale da 2,5 miliardi. Ecco cosa bolle in pentola per Mps.

MPS: IN TEMPO DI TEMPESTA NON SI CAMBIA IL TIMONIERE - «Avendo davanti un aumento di capitale del Monte, la cui entità è ancora da definire e poi, forse, un'aggregazione che diluirebbe ulteriormente gli azionisti attuali, il 2,5% della Fondazione Mps è fatalmente destinato a ridursi in maniera drastica», ha affermato Marcello Clarich, presidente della Fondazione senese, in un'intervista al "Sole 24 Ore». «Non metteremo - spiega Clarich - la liquidità in una sola partecipazione. Sul prossimo aumento di capitale di Banca Mps faremo le valutazioni a tempo dovuto, ma dobbiamo diversificare il rischio e assicurarci un reddito che permetta alla Fondazione di svolgere il suo ruolo sul territorio, con una prospettiva molto diversa dal passato».Clarich parla anche del rinnovo del cda ad aprile, per cui la Fondazione presenterà una lista comune con i pattisti di Fintech e Btg Pactual e annuncia la volontà di confermare il presidente Alessandro Profumo e l'ad Fabrizio Viola: «In tempo di tempesta - spiega - non si cambia il timoniere. Il giudizio della Fondazione su ciò che il presidente Profumo e l'amministratore delegato Viola stanno facendo in questa fase così delicata, di negoziati con la Bce e la Commissione europea, è assolutamente positivo e ritengo che gli altri azionisti del patto condividano questo giudizio». Alla Fondazione spetterà di indicare il presidente. «Deciderà la deputazione amministratrice al momento opportuno - chiarisce Clarich -. Sono certo che porteremo in assemblea un listino di nomi di assoluta garanzia e qualità». Comunque non c'è l'idea di un «mandato breve» per i vertici: «Non avrebbe senso», conclude Clarich.

LICENZIAMENTO COLLETTIVO PER SIENA BIOTECH, PARTECIPATA DELLA FONDAZIONE - Mentre il Presidente della Fondazione senese cerca di rasserenare gli animi e dare stabilità al suo vascello - che attraversa acque tempestose -, all'orizzonte è apparsa improvvisamente la procedura di licenziamento collettivo in vista per la Siena Biotech, la società di ricerca partecipata dalla Fondazione Mps. Una vera batosta per i lavoratori dipendenti della società. E ad annunciarlo è proprio la Cgil di Siena: «Durante l'incontro sindacale di martedì scorso - spiega Marco Goracci, Segretario Generale della Filctem Cgil senese - il liquidatore della Siena Biotech, dopo un mese di verifiche e approfondimenti vari sullo stato economico/finanziario, ha preannunciato il de profundis dell'azienda controllata totalmente dalla Fondazione Monte dei Paschi». I lavoratori riuniti in assemblea hanno immediatamente proclamato lo stato di agitazione sindacale permanente, non escludendo di mettere in atto qualsiasi forma di contestazione pur di far ravvedere il liquidatore, ma più che altro l'azionista unico, dalla peggiore delle ipotesi che poteva essere presa. «Dopo le tante dichiarazioni - denuncia il sindacalista della Cgil - con le quali molti soggetti che ricoprono ruoli istituzionali e politici si sono nel tempo affannati a sostenere l'importanza per Siena di riuscire a mantenere e sviluppare competenze nel campo della ricerca bio-scientifica, questo è il risultato! Sarebbe stato forse preferibile il silenzio e un più appropriato disinteresse, rispetto all'ipocrisia nascosta dietro alla profusione di facili parole di circostanza spese sulla vicenda. Comune, Regione, forze politiche ed illustri scienziati! Nessuno si è voluto risparmiare nello spendere una buona parola a difesa dell'attività di Siena Biotech e di quella cinquantina di lavoratori che nelle intenzioni del liquidatore potrebbero andare ad incrementare la lista dei senza lavoro».