16 luglio 2019
Aggiornato 01:30
Paura per MPS

Il Monte dei Paschi crolla in borsa

Gli stress test sulle banche hanno lasciato il segno a Piazza Affari. Mps segna un calo teorico superiore al 15% ed è stata sospesa per eccesso di ribasso. Anche Carige ha avuto una sospensione superiore al 17%. Mps e Cassa di Risparmio di Genova sono le uniche due banche effettivamente bocciate dagli Asset Quality Review condotti su base europea. E il record negativo ce l'ha proprio Mps.

ROMA - Gli stress test sulle banche hanno lasciato il segno a Piazza Affari. Mps segna un calo teorico superiore al 15% ed è stata sospesa per eccesso di ribasso. Anche Carige ha avuto una sospensione superiore al 17%. Mps e Cassa di Risparmio di Genova sono le uniche due banche effettivamente bocciate dagli Asset Quality Review condotti su base europea. E il record negativo ce l'ha proprio Mps: è quella uscita peggio tra tutti i 130 istituti di credito sottoposti agli stress test. Il titolo di Mps ha raggiunto ormai una perdita del 20%.

MPS: NON BASTA L'AUMENTO DI CAPITALE - L'aumento di capitale da 5 miliardi di euro del Monte dei Paschi, concluso lo scorso luglio, non è stato sufficiente alla banca senese per superare il «Comprehensive Assessment» condotto dalla Bce, sulla qualità degli attivi delle banche europee (Aqr), e dall'Eba, sugli scenari di stress per testare la capacità di assorbimento patrimoniale delle perdite (Stress test). Il conto è di 2,1 miliardi e comprende anche la parte residua di Monti-Bond che la banca senese si è impegnata, al momento dell'approvazione del business plan da parte della Commissione europea, a restituire nell'arco temporale del piano.

E' UNA BANCA CONVALESCENTE MANDATA A CORRERE I 100 METRI - E 2,1 miliardi rappresentano anche, nell'ambito delle richieste formulate alle banche europee che hanno fallito il test, il maggior importo. Lo sforzo chiesto a Mps non rappresenta una sorpresa assoluta, lo stesso Amministratore Delegato, Fabrizio Viola, proprio in occasione dell'assemblea del Monte, che la scorsa primavera dette il via libera alla ricapitalizzazione da 5 miliardi della banca, disse «speriamo che bastino». Va detto che per il Monte, come per tutte le altre banche europee che avevano avuto il via libera, entro fine 2013, ai piani di ristrutturazione, si applicava una metodologia diversa, non basata sul bilancio statico a fine 2013, ma considerando bilanci dinamici dove entravano anche i numeri del piano industriale. «Il Monte è come una banca convalescente che però, durante la convalescenza, è stata messa a correre i 100 metri", ha spiegato il vicedirettore generale della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati degli esami conseguiti dalle banche tricolori. Al netto della restituzione dei Monti-Bond, gia' incorporati nel piano, ma sempre da trovare, il deficit patrimoniale risulta di 1,35 miliardi.

COME RISOLVERE IL DEFICIT? VENDENDO SPORTELLI O «CUCINANDO LO SPEZZATINO» - Come verrà coperto il deficit patrimoniale? Oggi il Cda della banca ha avviato l'esame delle misure da prendere nominando come advisor Ubs e Citigroup verranno valutate «tutte le opzioni strategiche a disposizione». Nella pipeline c'e' la vendita del portafoglio Consum.it, credito al consumo, poi la cessioni di crediti deteriorati, tutte operazioni che riducono l'assorbimento di capitale. Forse serviranno ulteriori riduzioni di attivita', come la vendita di sportelli e qui la banca dovrà bilanciare il rischio. Gli sportelli appetibili sono soprattutto nel Nord Italia, lo sono molto meno quelli dislocati a Sud, dove la qualità del credito è peggiore. Dunque la cessione di eventuali sportelli al nord dovrà comunque considerare una sistemazione anche per i crediti in sofferenza nelle filiali del sud, altrimenti il profilo di rischio potrebbe persino aumentare. La stampa parla anche di Mps come oggetto di consolidamento attraverso la fusione in gruppi matrimonialmente più attrezzati, non manca chi parla di spezzatino. Una cosa è certa, dopo questo nuovo deficit patrimoniale, la Banca è sempre meno senese, denaro e soluzioni non passano più dalla Toscana.