20 settembre 2019
Aggiornato 22:00
Ddl stabilità

Cgil &co: Tutti in piazza contro Renzi

Contro la manovra finanziaria del governo Renzi si elevano moltissime voci: dai sindacati a Fi, dal M5s ad esponenti del Partito Democratico, non tutti sono d'accordo col Ddl Stabilità. Tutti in piazza il 25 ottobre anche per salvare diritti a salute.

ROMA - Contro la manovra finanziaria del governo Renzi si elevano moltissime voci: dai sindacati a Fi, dal M5s ad esponenti del Partito Democratico, non tutti sono d'accordo col Ddl Stabilità.

CGIL: IL 25 IN PIAZZA CONTRO LA MANOVRA - «Il Governo impone tagli per 4 miliardi alle Regioni e siccome il 75% delle spese regionali riguardano la sanità i tagli ci saranno, eccome: si calcolano almeno in 2 miliardi». E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica. "E allora diventa un trucco dire che il Governo non tocca il finanziamento del servizio sanitario nazionale fissato dal patto per la salute - prosegue - se poi la riduzione dell'Irap non sarà compensata, rischia di crollare il finanziamento per i Livelli essenziali di assistenza». Con la spending review, «per noi lotta alla corruzione e agli sprechi, i risparmi - prosegue la dirigente sindacale - devono restare nell'ambito del sistema socio sanitario ed essere restituiti ai cittadini con più servizi e meno ticket, e per rinnovare il contratto ai lavoratori. Invece questa spending review è finta: serve solo a finanziare la manovra economica, scaricandola poi sui cittadini tramite le regioni e i comuni. La Cgil scende in piazza il 25 ottobre anche per salvare il diritto alla salute».

IL MATTINALE (FI): SOLO PROMESSE VANE - «La politica italiana marcia ormai secondo una diversa direttiva: annunci che restano tali, promesse lanciate a piene mani, attenzione scarsa o nulla alla dinamica dei processi reali». Lo scrive 'Il Mattinale', la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati a proposito della legge di stabilità. «In questa mossa, Matteo Renzi non è stato fortunato. Mentre snocciolava le cifre del suo possibile intervento, nella speranza di rimettere in moto le sorti dell'economia italiana, le borse subivano un tonfo che ha scarsi precedenti, nel periodo più recente. E gli spread riprendevano la corsa al rialzo. Se i mercati sono nervosi, per motivi loro, è saggio non stuzzicarli ulteriormente - avverte Il mattinale -. Tentare di reflazionare l'economia è cosa buona e giusta. Le variabili in gioco sono molte e non tutte convergenti nella stessa direzione. Lo strumento principe per comunicare queste simulazioni è il DEF. Esso serve per trasmettere ai mercati informazioni essenziali, che servono ad orientare le relative aspettative. Invece il DEF, approvato e discusso dal Parlamento, è un documento nato morto. Che sconta una manovra che non è più quella rappresentata».

 

DI MAIO (M5S): CI SARANNO PU' TASSE - «È una legge di stabilità che farà aumentare le tasse locali. Dove credete che Comuni e Regioni troveranno i miliardi tagliati da Renzi? A Ragusa e Assemini (comuni dove governa M5S) la Tasi non si paga. Dove governano i partiti, si paga quella, e aumenteranno anche le altre. È incredibile che Renzi spacci per 'svolta' un'altra manovra lacrime e sangue». Lo scrive il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5S) su facebook.