8 aprile 2020
Aggiornato 17:00
Jobs Act

Le tute blu di Landini fischiano Renzi

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è stato contestato al suo arrivo allo stabilimento Persico di Nembro, dove era in corso l'assemblea generale di Confindustria Bergamo, da un gruppo di operai della bergamasca convocati dalla Fiom per protestare contro le politiche del governo.

BERGAMO - Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è stato contestato al suo arrivo allo stabilimento Persico di Nembro, dov'è in corso l'assemblea generale di Confindustria Bergamo, da un gruppo di operai della bergamasca convocati dalla Fiom per protestare contro le politiche del governo. Al suo passaggio attraverso il cancello di ingresso dello stabilimento gli operai hanno fischiato all'indirizzo di Renzi scandendo slogan di contestazione anche per i ritardi dei soccorsi per l'alluvione di Genova.

ORTAGGI E PETARDI CONTRO RENZI - Il benvenuto riservato al Presidente del Consiglio non è stato dei migliori. Son volati ortaggi, farina, uova e perfino petardi. Matteo Renzi è intervenuto all'assemblea di Confindustria a Bergamo, ma è stato contestato da oltre 300 operai aderenti alla Fiom-Cgil. Per tutta risposta, Matteo Renzi cerca di placare gli animi incandescenti: «Per cambiare l'Italia bisogna avere il coraggio di rischiare», e ha aggiunto «La legge di stabilità sarà una manovra da 30 miliardi senza alcun aumento delle imposte. Non mi piace il Fiscal Compact, ma io non posso fare come mi pare. Posso solo dire che dal 3% possiamo arrivare al 2,9% per liberare 11,5 miliardi e cercare di far ripartire l'economia».

APPELLO AGLI IMPRENDITORI: «Io vi chiedo di non dare una mano a me», ha proseguito il premier rivolgendosi agli imprenditori «ma all'Italia. Vi assicuro che arriveremo alla fine della legislatura con un paese notevolmente cambiato. E in meglio». Renzi si è poi recato alla Tenaris di Dalmine, dove è stato nuovamente fischiato dagli operai che urlavano: «Buffone, vai a lavorare!». Prima del suo arrivo i manifestanti avevano già gridato contro i colleghi che avevano scelto di non scioperare e restare in fabbrica.

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