5 aprile 2020
Aggiornato 03:30
Ipotesi occupazione fabbriche

Con Landini torna l'autunno caldissimo

Il numero uno della Fiom, Maurizio Landini, conferma l'assurdità dell'ipotesi di abolizione dell'articolo 18 e annuncia che «se va avanti l'attacco ai diritti, la Fiom occuperà le fabbriche«. Intanto, per mercoledì è prevista una manifestazione a Milano, in concomitanza con il vertice europeo sul lavoro.

MILANO - La Cgil di Susanna Camusso e la Fiom di Maurizio Landini attribuiscono poche chance all'incontro previsto per le 9 di domani a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. In un'intervista a La Repubblica, il leader dei metalmeccanici ribadisce l'assurdità dell'abolizione dell'articolo 18 e afferma convinto che «il governo deve sapere che noi siamo pronti ad occupare le fabbriche se dovesse passare la linea della riduzione dell'occupazione, dei diritti e del salario dei lavoratori». Una dichiarazione, questa, importante e a tratti anacronistica, che richiama alla mente solo le immagini sfocate delle occupazione dell'autunno caldo del 1969. 

IL PREMIER HA SCELTO LO SCONTRO «Non possiamo accettare il licenziamenti di 250 lavoratori e la riduzione del salario - continua Landini. E' questo che ci stanno proponendo ed è questo che il governo ci chiede di accettare». E aggiunge il leader della Fiom: «La verità è che Renzi ha scelto il conflitto e lo scontro. dietro l'operazione dell'articolo 18 c'è questo, mentre ci sarebbe bisogno di unità nel paese, di un rilancio della contrattazione nazionale, della dell'affermazione del diritto dei lavoratori di scegliere i propri rappresentanti e di decidere sui contratti che li riguardano. [...] Da una parte Renzi realizza l'operazione 80 euro, dall'altra chiede al tanto vituperato sindacato di fare accordi per la riduzione del salario e dell'occupazione»

VIA DAL TAVOLO L'ART.18 - Secondo Landini, con la riforma del mercato del lavoro proposta da Renzi si andrebbe sempre più verso il modello Fiat, vuol dire andare verso la deregulation. E' importante, da quanto afferma Landini, che le imprese investano lo spazio nella contrattazione aziendale integrativa in modo che ci sia più ricchezza da distribuire. «C'è bisogno - continua il leader dei metalmeccanici - di far ripartire gli investimenti e spetta al governo indicare le politiche industriali per i settori. [...] Tutto questo non ha niente a che vedere con l'articolo 18 che andrebbe semplicemente tolto dal tavolo»

DECIDANO I LAVORATORI - Sulla questione del Tfr, Maurizio Landini si dice d'accordo con Renzi e, anzi, afferma che era stata proprio la Fiom a riproporla a dicembre: «Il Tfr - afferma Landini - è salario differito dei lavoratori ed è giusto che possano decidere loro quando riceverlo»

A MILANO PER I DIRITTI DEI LAVORATORI«Camicie bianche al vertice, tute blu e colletti bianchi in piazza»: questo slogan con cui la Fiom scenderà in piazza a Milano mercoledì mattina, in concomitanza con il vertice europeo sul lavoro che si terrà nel capoluogo lombardo, al termine del quale ci sarà proprio l'intervento del leader della Fiom. 

DUE MONDI A CONFRONTO - In un comunicato della Fiom si legge: «Due mondi si confronteranno mercoledì a Milano. Quello di chi, almeno formalmente, decide le politiche degli stati d'Europa (quelli che dettano davvero legge non hanno alcun bisogno di summit) e quello di chi, materialmente, paga la scelta sciagurata della competizione al ribasso in nome dell'austerity e dei pareggi di bilancio. Da una parte, niente di nuovo, cambiano le parole ma non la ricetta: riduzione dei diritti e dei salari, precarietà per tutti, libertà di licenziare, di delocalizzare, fino a quei trattati sul libero scambio che consegnano alle multinazionali poteri superiori a quelli degli stati, fino al nostrano Jobs act. Dall'altra - prosegue la nota - la consapevolezza che per ricostruire il paese devastato dalla crisi servono una politica industriale, investimenti pubblici e privati, ricerca, formazione, valorizzazione della professionalità e del sapere dei lavoratori, dei giovani, occupazione stabile».

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