17 ottobre 2019
Aggiornato 22:30
Lo scontro sulle etichettature

Il Made in Italy vince in Gran Bretagna

L'avvio della procedura di infrazione da parte dell'UE contro il semaforo in etichetta varato dagli inglesi salva le esportazioni Made in Italy, dai formaggi come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano all'olio d'oliva, fino ai salumi più tipici come il prosciutto di Parma o San Daniele. A darne notizia è la Coldiretti.

ROMA - L'avvio della procedura di infrazione da parte dell'Ue contro il semaforo in etichetta varato dagli inglesi salva le esportazioni Made in Italy, dai formaggi come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano all'olio d'oliva, fino ai salumi più tipici come il prosciutto di Parma o San Daniele. A darne notizia è la Coldiretti dopo la lettera di messa in mora annunciata dalla Commissione europea per «presunta violazione del principio di libera circolazione delle merci» a carico del nuovo sistema di etichettatura nutrizionale adottato dal Regno Unito, con i bollini rosso, giallo o verde ad indicare il contenuto di nutrienti critici per la salute.

UN SEMAFORO «TAROCCATO» - In pratica il provvedimento del Regno Unito rende più difficile l'accesso al mercato per determinate categorie di merci. L'obiettivo del semaforo era quello di diminuire il consumo di grassi, sali e zuccheri ma - sottolinea Coldiretti -, non basandosi sulle quantità effettivamente consumate ma solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze, finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti come l'olio extravergine d'oliva e promuovere, al contrario, le bevande gassate senza zucchero, fuorviando i consumatori rispetto al reale valore nutrizionale.

UNA STRATEGIA ANTI-MADE IN ITALY - Il semaforo rosso penalizza, infatti, la presenza di materia grassa superiore a 17,5 grammi, quello giallo tra 17,5 grammi e 3 grammi e il verde fino a 3 grammi. Una scelta che è già stata adottata in molti supermercati in Gran Bretagna - rileva Coldiretti - a danno di alcuni settori cardine dell'export Made in Italy e, più in generale, dell'intero trend di consumo nel Regno Unito del cibo italiano, che nel 2013 ha fatto segnare un aumento del 6 per cento, per un valore di 2,8 miliardi. Non a caso l'Italia e altri paesi europei hanno messo in rilievo come il sistema del semaforo avrà un impatto negativo sul commercio, con la possibile presenza di barriere tra Stati membri, e quindi una violazione all'articolo 34 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, senza dimenticare l'irregolarità di inserire la presenza di un claim sulla nutrizione di tipo «non benefico».

DE GIROLAMO: VOGLIO IL SEMAFORO VERDE PER IL NOSTRO EXPORT - «Italia batte Inghilterra. Finalmente la Commissione europea ha aperto la procedura d'infrazione nei confronti del governo britannico per l'introduzione di un sistema di etichettatura a 'semaforo' sugli alimenti. La battaglia che ho portato avanti come ministro dell'Agricoltura sta dando i suoi frutti: il semaforo deve essere verde per il nostro Made In Italy».Lo dichiara l'ex ministro delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, attuale capogruppo Ncd alla Camera. «L'obiettivo del governo - spiega De Girolamo - deve essere la maggiore penetrazione sui mercati del nostro agroalimentare e la difesa delle nostre eccellenze come Dop e Igp: dal Grana Padano, al Prosciutto San Daniele, all'olio d'oliva, solo per fare alcuni esempi. Prodotti unici al mondo che la normativa inglese avrebbe rischiato di danneggiare. In tal senso - prosegue De Girolamo - voglio ringraziare anche il ministro Martina per il lavoro svolto».