11 dicembre 2019
Aggiornato 23:30
Movimento 5 stelle

Un po' Netflix, un po' Amazon: così il M5s vuole cambiare l'Italia

Il M5s continua a guardare ai colossi del web. Nella riunione della Cabina di Regia per l'Italia internazionale l'annuncio della nascita di «un'Amazon del Made in Italy»

ROMA - Dopo una 'Netflix italiana' che prende il posto della Rai, l'obiettivo di Luigi Di Maio è quello di dar vita  a un portale di e-commerce per la vendita dei prodotti italiani. Una sorta di «Amazon del Made in Italy». L'infatuazione per il 2.0 del Movimento 5 stelle non è una novità e spesso l'attenzione di Beppe Grillo e Davide Casaleggo si sposta Oltreoceano, tra la Silicon Valley e Seattle. E Luigi Di Maio ha ormai imparato alla perfezione il linguaggio da usare per entrare nella testa degli italiani e, soprattutto, per seguire i 'piani' dei due leader del Movimento. Così, dopo aver partorito l'idea di dar vita, o creare le condizioni perché accada, di far nascere in Italia un prodotto 'alla Netflix', visto che «i canali tradizionali hanno i giorni contati» e «con la Rete è cambiato tutto» - e in effetti in Italia è cambiata anche la politica - ecco che l'attenzione del capo politico si sposta da sud a nord della East Coast, sempre guardando agli Stati Uniti. Stavolta per applicare il 'modello Amazon' ai prodotti tipici italiani.

La riunione della Cabina di Regia per l'Italia internazionale
«La riunione odierna della Cabina di Regia per l'Italia internazionale» ha spiegato Di Maio «è stata l'occasione per fissare le linee strategiche dell'attività futura e definire gli obbiettivi della nostra internazionalizzazione e rendere tutte le imprese, comprese le PMI che sono oltre il 90% del nostro tessuto imprenditoriale, protagoniste dei mercati in tutto il mondo». Per il 'super ministro' del Movimento 5 stelle «la nostra non è solo una strategia, è anche la missione di far conoscere il brand italiano nel mondo ed esportare tutto il meglio che abbiamo da offrire. Mi riferisco non solo ai prodotti industriali ma anche alla moda, all'agroalimentare, ai prodotti artigianali, al design e all'industria culturale. È una missione nella misura in cui si basa su una concezione di sviluppo e di commercio etico e sostenibile. Non vogliamo, ad esempio, continuare ad esportare armi verso Paesi in guerra o verso altri Paesi che, a loro volta, potrebbero rivenderle a chi è coinvolto in un conflitto bellico».

Da qui l'idea di un'Amazon del Made in Italy
«È di vitale importanza per lo sviluppo economico del nostro Paese investire in innovazione e tecnologia. È tempo che l'Italia disponga di un portale di e-commerce multilingua, una sorta di Amazon del Made in Italy, che faciliti la vendita dei prodotti italiani e combatta, allo stesso tempo, la contraffazione» ha spiegato Luigi Di Maio. Un altro obbiettivo «è aiutare gli imprenditori in maniera organica, smaltendo la burocrazia che sottrae loro tempo ed energie. Il processo di decertificazione è stato avviato e riguarderà anche, tra gli altri, gli incentivi all'internazionalizzazione. Con la banca pubblica degli investimenti, il cui studio è all'attenzione del Governo, sarà finalmente possibile accedere a finanziamenti per investimenti di lungo periodo, come nel caso dell'internazionalizzazione».

Attenzione al Sud e alle PMI
Il numero di imprese italiane competitive sui mercati internazionali che esportano stabilmente è però ancora relativamente basso, «anche se il nostro avanzo commerciale è di oltre 47 miliardi di euro». Per questo «una particolare attenzione va dedicata al Sud, area del nostro Paese che deve contribuire sempre di più alla crescita economica nazionale». Altro obiettivo è «potenziare le azioni che favoriscano l'accesso delle imprese, soprattutto delle PMI, nei circuiti della grande distribuzione organizzata così da cogliere le opportunità di business offerte dai mercati internazionali e di esplorare i nuovi mercati emergenti». Tutto questo per arrivare a meta: «Rendere le strategie più efficienti, in modo che gli investimenti in promozione di prodotti Made in Italy abbiano un ritorno sempre maggiore per le imprese. A tal fine, concentreremo i nostri sforzi per accompagnare le PMI in un processo di internazionalizzazione stabile e proficuo».

L'unico problema: ci ha già pensato Amazon
Il problema di fondo, però, è che qualcuno ha già 'rubato' l'idea di Luigi Di Maio di creare un'Amazon del Made in Italy. O meglio, l'ha avuta prima. E sapete chi è stato? Amazon. Vedere per credere. E anche la descrizione della sezione del sito sembra scritta 'da un governo': «La vetrina Made in Italy in Amazon ospita prodotti italiani concepiti e realizzati da artigiani locali e piccole aziende italiane e prodotti alimentari contraddistinti da una denominazione di origine protetta (DOP, IGP, DOCG) e selezionati da operatori specializzati nella valorizzazione del Made in Italy che ne garantiscano l’origine italiana e la qualità. Le peculiarità e l'unicità delle varie regioni e città italiane sono riconosibili in ogni bottega artigiana o di piccolo imprenditore, e puoi scoprire di più di ognuna di esse curiosando direttamente tra le botteghe. Nelle città troverai solo le botteghe che appartengono a quell'area geografica ed avrai l'opportunità di immergerti nella storia e lo stile di vita italiano di quella città. In ogni bottega Made in Italy vogliamo che ti senta come se stessi visitando quella città, passeggiando per quella strada, entrando in quel particolare negozio, parlando con il proprietario per immergerti nella vita quotidiana del maestro, e scoprendo la storia del pezzo che starai acquistando».