26 novembre 2022
Aggiornato 15:30
Lavoro

Squinzi: «La linea del Piave di Renzi è il taglio del cuneo fiscale da 10 miliardi»

Il presidente di Confindustria avverte: «Un intervento vero e forte sarebbe più nell'ordine dei 20 miliardi». In audizione al Senato spiega: la «sfida principale» del Paese è «tornare a crescere, facendo perno sul ruolo trainante dell'industria»

ROMA - Per il presidente i Confindustria, Giorgio Squinzi il taglio del cuneo fiscale per almeno 10 miliardi di euro rappresenta la «condizione minima», quasi una «linea del Piave» per gli industriali. E' questo il messaggio inviato al premier Matteo Renzi dal presidente di Confindustria, che avverte: «un intervento vero e forte sarebbe più nell'ordine dei 20 miliardi».
Squinzi ha spiegato, in audizione al Senato che la «sfida principale» del Paese è «tornare a crescere, facendo perno sul ruolo trainante dell'industria».

RILANCIARE MANIFATTURIERO - «Nello scenario post crisi - ha detto - il tessuto imprenditoriale rappresenta un patrimonio cruciale, il vero motore del benessere, da difendere e da rilanciare». Confindustria, ha detto Squinzi, individua nel rilancio del manifatturiero, con l'obiettivo di portare al 20 per cento del Pil la quota dell'industria entro il 2020, la priorità per consentire all'Europa di uscire definitivamente dalla crisi.
«E' necessario definire una nuova governance industriale - ha proseguito - che assicuri un cambio di passo nel concepimento e nella definizione di tutte le politiche europee. Occorre dare concreta attuazione a un patto europeo per l'industria, un vero e proprio Industrial Compact, e sviluppare una politica industriale europea forte, ambiziosa ed efficace. In effetti, una delle lezioni principali che abbiamo appreso dalla crisi è che non si può prescindere dall'economia reale e che l'industria, in tutte le sue declinazioni, è l'unica scommessa sicura per il futuro».

JOBS ACT ELENCO DI TITOLI - Quanto al Jobs Act annunciato dal premier Renzi è per il momento «solo un elenco di titoli. Aspettiamo di vedere i contenuti», ha detto Squinzi, rispondendo a domande di senatori in audizione a Palazzo Madama. «Ma è un'area su cui bisogna intervenire - ha proseguito - e mi auguri si vada nella direzione giusta». Sulla riforma del mercato del lavoro introdotta dal Governo Monti e dall'ex ministro Elsa Fornero «non soddisfa nessuno», ha poi affermato ricordando il giudizio «un po' folcloristico, ma significativo (una boiata, ndr)» espresso in passato. «Non abbiamo migliorato la flessibilità in uscita - ha concluso - e peggiorato quella in entrata».