7 dicembre 2019
Aggiornato 08:00
Confindustria

«Bene deficit sotto controllo, ma ci aspettavamo molto di più sotto il profilo delle misure per la crescita»

Il presidente Squinzi sulla legge di stabilità: «l nostro giudizio non è del tutto positivo. C'è bisogno di più coraggio, di invertire le scelte del passato con un deciso cambio di passo. Servono riduzione del cuneo e alleggerimento della pressione e fiscale»

ROMA - Confindustria continua a chiedere più coraggio sul fronte delle misure per la crescita nella legge di stabilità.

CAMBIO DI PASSO - Il presidente Giorgio Squinzi, in occasione di un convegno organizzato dall'Ordine degli ingegneri, ha detto: «Il nostro giudizio non è del tutto positivo, sappiamo benissimo che la priorità è riportare l'Italia sotto il vincolo del 3 per cento ma ci aspettavamo di più, molto di più sotto il profilo delle misure per la crescita. C'è bisogno di più coraggio, di invertire le scelte del passato con un deciso cambio di passo».

3MILA EMENDAMENTI SEGNALE NEGATIVO - Secondo Squinzi, «i tremila emendamenti presentati non sono un segnale positivo, confidiamo si possa fare di più, servono più risorse e più coraggio. Il Paese ha tutte le potenzialità per tornare a crescere puntando su quei settori produttivi che tutto il mondo ci invidia. Ci aspettiamo un'attenzione più decisa per le imprese e per il lavoro in termini di riduzione del cuneo fiscale e di alleggerimento della pressione fiscale. Sicuramente ci sarà un'inversione di tendenza e mi auguro avvenga in tempi rapidi, ma abbiamo bisogno di stabilità politica».

ITALIANI TARTASSATI - Gli italiani, ha ricordato il numero uno di Viale dell'Astronomia, sono «un popolo paziente che si è lasciato martoriare da un carico fiscale senza precedenti al mondo. Le imprese stanno soffrendo ormai da anni. Con una crescita allo 0,5-0,7 per cento non si crea lavoro. Confindustria ne è molto cosciente, per creare lavoro e e occupazione serve una crescita al 2 per cento».