14 luglio 2020
Aggiornato 01:30
Politica monetaria | Crisi del debito

La BCE taglia il tasso d'interesse allo 0,75%

Nuovo minimo storico del principale riferimento sul costo del denaro che è stato decurtato dello 0,25%. Il presidente Draghi: «Potremmo assistere ad un prolungato periodo di bassa inflazione. Igli indici resteranno al livello attuale o più basso per protratto periodo di tempo»

FRANCOFORTE - La Banca centrale europea (Bce) ha tagliato i tassi di interesse dell'area euro di 25 punti base, in questo modo il principale riferimento sul costo del danaro cala allo 0,25 per cento, nuovo minimo storico. Inoltre, a decorrere dal 13 novembre prossimo, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali scenderà dall'attuale 1 per cento allo 0,75 per cento. Confermato infine a zero il tasso praticato sui depositi custoditi per conto delle banche commerciali.

PESANO INFLAZIONE E DISOCCUPAZIONE - La Bce ha deciso di muoversi dopo che negli ultimi giorni si sono registrati vari sviluppi che avevano sollevato incognite sulle sul quadro di stabilità e di ripresa dell'area euro. Specialmente dopo lo scorso 31 ottobre, quando Eurostat ha riferito che l'inflazione ha accusato una moderazione ben più marcata del previsto, finendo sotto allo 0,7 per cento su base annua. Un vero e proprio collasso con cui è tornata ai minimi dal 2009, quando si era in piena recessione globale nel dopo crisi finanziaria del 2007-2008. Intanto la disoccupazione è rimasta inchiodata al massimo storico del 12 per cento.

DRAGHI, POSSIBILI ALTRI TAGLI - Nell'area euro «potremmo assistere ad un prolungato periodo di bassa inflazione. I tassi di interesse resteranno al livello attuale o più basso per protratto periodo di tempo», ha rilevato il presidente della Bce Mario Draghi nella conferenza stampa al termine del consiglio direttivo. Oltre a quelle sui tassi di interesse, oggi alla Bce sono state «prese decisioni» anche sulle liquidità ha spiegato Draghi. In particolare, ha detto il presidente della Bce, è stato deciso di continuare almeno fino a metà 2015 le operazioni di ri-fianziamento agevolate alle banche su prestiti a tre mesi.

CONTINUARE RISANAMENTO STATI - Nonostante i continui cali dei deficit di bilancio, i debiti pubblici dei paesi dell'area euro sono attesi ancora in crescita, e per metterli su un percorso di calo «i governi non devono vanificare gli sforzi già fatti per ridurre i disavanzi», ha affermato Draghi. Il presidente dell'Eurotower ha aggiunto che la «composizione del risanamento» andrebbe orientata in maniera da essere favorevole alla crescita, «minimizzando gli effetti distorsivi dovuti alla tassazione».

PRONTI A TUTTO - La Bce non è ancora arrivata ad esaurire i suoi possibili strumenti di ammorbidimento della politica monetaria e «potremmo tagliare ancora i tassi di interesse», ha affermato Draghi. Inoltre il consiglio direttivo è «pronto a prendere i considerazione tutte le opzioni».