17 giugno 2019
Aggiornato 05:30
Politiche europee

Monti: «Commissione apre a flessibilità per il Patto di stabilità»

«Il Governo italiano è consapevole del problema accumulatosi nel tempo del ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione e ha deciso di porvi rimedio attraverso il recepimento anticipato della direttiva europea per i nuovi contratti dal 1° gennaio 2013. Tuttavia rimaneva da trovare una soluzione per l'elevato debito commerciale pregresso»

ROMA - «La Commissione europea, nelle persone dei Commissari agli affari economici Olli Rehn e all'industria Antonio Tajani, ha oggi indicato le vie che concretamente possono essere percorse per ridare fiato all'economia senza incorrere nelle limitazioni alla spesa pubblica previste dal Patto di Stabilità e Crescita, grazie all'interpretazione dei margini di flessibilità esistenti in sede di valutazione dei bilanci pubblici». Lo sottolinea il presidente del Consiglio, Mario Monti, in una dichiarazione diffusa da Palazzo Chigi.

IL PROBLEMA E' IL DEBITO PREGRESSO - «Vorrei esprimere la soddisfazione del Governo italiano - aggiunge - per la rapidità con la quale la Commissione europea ha risposto all'orientamento del Consiglio europeo del 14 marzo, laddove si sottolinea la necessità di un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita. Il Governo italiano ha insistentemente operato da oltre un anno, nell'ambito del Consiglio europeo e in dialogo con la Commissione, per promuovere la consapevolezza dell'importanza di permettere ai paesi, come l'Italia, che si trovano nella parte preventiva del Patto di Stabilità e Crescita, di utilizzare gli spazi di flessibilità controllata per azioni di sostegno per rilanciare crescita e occupazione, pur nel rispetto della necessaria stabilità finanziaria. Il Consiglio europeo del 14 marzo è stato il punto di arrivo di questo percorso».
«Il Governo italiano - sottolinea ancora Monti - è consapevole del problema accumulatosi nel tempo del ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione e ha deciso di porvi rimedio attraverso il recepimento anticipato della direttiva europea per i nuovi contratti dal 1° gennaio 2013. Tuttavia rimaneva da trovare una soluzione per l'elevato debito commerciale pregresso, che l'apertura dimostrata oggi dalla Commissione europea permetterà di affrontare più incisivamente. Lavoreremo con i servizi della Commissione europea per identificare le soluzioni tecniche per avviare la liquidazione del debito nel più breve tempo possibile».