16 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
Oggi attesa assemblea intensa

Nuovo pesante tonfo in Borsa ieri per MPS

Nell'occhio del ciclone dopo lo scoppio dello scandalo dei derivati. Il titolo della banca senese, che già mercoledì aveva perso oltre l'8% e il giorno prima quasi il 7% - ha accusato un crollo dell'8,19% a 0,23 euro alla vigilia dell'assemblea straordinaria di oggi

SIENA - Nuovo pesante tonfo in Borsa ieri per Mps, nell'occhio del ciclone dopo lo scoppio dello scandalo dei derivati. Il titolo della banca senese, che già mercoledì aveva perso oltre l'8% e il giorno prima quasi il 7% - ha accusato un crollo dell'8,19% a 0,23 euro alla vigilia dell'assemblea straordinaria di oggi. Un appuntamento cruciale, dato che il tema principale all'ordine del giorno è il via libera al cda per l'emissione di Monti-bond fino a 3,9 miliardi, di cui 500 milioni erano stati aggiunti rispetto alla cifra inizialmente prevista proprio per coprire la prevedibile perdita patrimoniale dalle operazioni sui derivati al centro del mirino (Santorini, Alexandria e Nota Italia). Bond che il Tesoro potrà comunque emettere solo dopo l'adozione da parte dell'assemblea della delibera che nel dettaglio delega il cda ad effettuare l'aumento di capitale al servizio dell'eventuale conversione in azioni dei nuovi strumenti finanziari.

L'assemblea, già scelta come ghiotta occasione di ribalta elettorale prima della bufera sul Monte degli ultimi giorni, si prospetta ora quantomeno intensa e 'molto vivace' e vedrà la partecipazione del leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, e del giornalista Oscar Giannino, 'new entry' nell'agone politico con 'Fermare il declino'. A contenimento dei prevedibili 'show' dei due, il presidente di Mps Alessandro Profumo aveva mandato un messaggio chiaro fin da lunedì scorso, alla vigilia del 'botto' sui derivati scatenato dalle indiscrezioni del Fatto Quotidiano. «L'assemblea di Mps è un'assemblea. Ci sono anche delle regole assembleari che prevedono interventi brevi. Nella misura in cui staranno nei tempi assegnati li ascolteremo con grande rispetto», aveva affermato Profumo riferendosi a Grillo e Giannino.

Alla luce di quanto emerso dopo lunedì, oggi i vertici dell'istituto si troveranno sotto il fuoco di fila incrociato delle domande dei piccoli azionisti, oltre a quelle di Grillo e Giannino, con l'impegnativo compito di rassicurarli e rasserenarli. Atteso anche un 'duro' intervento di Gabriello Mancini, presidente della Fondazione Mps, titolare del 37,56% del capitale della banca dopo averne detenuto per anni la maggioranza assoluta. In assemblea sarà discussa una relazione di otto pagine sul titolo Alexandria, indirizzata al cda, e firmata dall'amministratore Fabrizio Viola.

Profumo e Viola, in carica dal 2012, da mesi hanno intrapreso un'analisi interna sullo stato dell'arte della banca e sull'operato della gestione precedente, quando alla guida c'erano Giuseppe Mussari come presidente e Antonio Vigni come direttore generale. Concluse le indagini degli organi di controllo interno, i risultati finali della ricognizione approderanno sul tavolo del cda, che potrà così valutarne gli effetti e considerare eventuali azioni. Tutto ciò non avverrà comunque prima di metà febbraio.

Sia la Fondazione che la banca sono pronte ad una eventuale «azione di responsabilità» nei confronti della precedente gestione del Monte, una volta che saranno elementi certi dagli sviluppi dell'attività giudiziaria, sia rispetto all'operazione Alexandria (che secondo ilFatto Quotidiano comporterebbe un buco fino a 740 milioni di euro) sia per l'inchiesta in corso sull'acquisto di Antonveneta, il cui acquisto dal Santander costò nel 2007 la salata cifra di 9 miliardi di euro. La questione Mps è intanto ormai in pieno nel frullatore mediatico della campagna elettorale, con tali e tante dichiarazioni, polemiche, accuse, rimpalli e rassicurazioni da non riuscire a contarle. Insomma, un 'palio' di Siena parallelo che vede protagonisti politici, banchieri, ministri, consumatori, il premier, i sindacati, Bankitalia.