23 agosto 2019
Aggiornato 14:00
Lavoro | Vertenza Alcoa

Alcoa, gli operai sul silos iniziano lo sciopero della fame

Nel frattempo, mentre si susseguono le notizia di un «interesse condizionato» da parte degli svizzeri della Glencore e dei loro connazionali della Klesh, 450 operai si preparano a partire per Roma dove manifesteranno il prossimo lunedì 10 settembre davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo eoconomico

CAGLIARI - Hanno iniziato lo sciopero della fame i tre operai dell'Alcoa di Portovesme, in Sardegna, che da hanno trascorso la seconda notte su un solo a quasi settanta metri di altezza. «Siamo disposti a tutto», avevano dichiarato nei giorni scorsi e così recita uno striscione appeso sul syolos dove si trovano i tre lavoratori. Nel frattempo, mentre si susseguono le notizia di un «interesse condizionato» da parte degli svizzeri della Glencore e dei loro connazionali della Klesh (questi ultimi avevano presentato una proposta d'acquisto lo scorso giugno al Ministero dello Sviluppo Economico ma era rimasta «segreta»), 450 operai si preparano a partire per Roma dove manifesteranno il prossimo lunedì 10 settembre davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico dove si terrà la riunione che, probabilmente, deciderà il futuro dello stabilimento di Portovesme. Circa 100 lavoratori rimarranno, invece, nella fabbrica sulcitana per garantirne il funzionamento. Hanno annunciato la loro presenza anche 23 sindaci del Sulcis.

Passera: Bisogna ricreare aziende che stiano sul mercato - «E' un momento ovviamente complesso, come peraltro era previsto E' chiaro che bisogna ricreare aziende che stiano sul mercato. E' chiaro che bisogna rispettare regole europee. Una cosa che può far piacere è che negli ultimi mesi oltre una cinquantina di questi casi sono stati comunque risolti e hanno trovato una soluzione». Lo ha dichiarato in un'intervista al Tg1 il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, in relazione alle difficolta in cui versano molte aziende italiane e in particolare Alcoa.