21 settembre 2019
Aggiornato 23:00
Minacciano gesto estremo

Alcoa, due operai su silos a 70 metri

Disperati, pronti ad un gesto estremo se non dovesse subire un rallentamento la fermata degli impianti Alcoa di Portovesme. Due operai dell'azienda di Portovesme, in Sardegna, sono saliti su un silos a 70 metri di altezza, così come accaduto nel novembre del 2009. Intanto i sindacati preparano la manifestazione di lunedì a Roma. FIOM: Governo intervenga subito, situazione drammatica

CAGLIARI - Disperati, pronti ad un gesto estremo se non dovesse subire un rallentamento la fermata degli impianti Alcoa di Portovesme. Due operai dell'azienda di Portovesme, in Sardegna, sono saliti su un silos a 70 metri di altezza, così come accaduto nel novembre del 2009. Anche allora si parlava di una fermata dell'impianto sulcitano per la produzione di alluminio. Un gesto pericoloso, quello dei due lavoratori che, come riferiscono i colleghi, sono in preda alla disperazione.
I sindacati, intanto, preparano la manifestazione a Roma in programma per il prossimo lunedì. Cgil-Cisl-Uil cercheranno di far sì che almeno 500 operai dell'Alcoa di Portovesme raggiungano Roma la prossima settimana. Insieme a loro anche sindaci e cittadini comuni.

FIOM: Governo intervenga subito, situazione drammatica - «La situazione di Alcoa è sempre più drammatica. Il ministro dello Sviluppo economico non può trincerarsi dietro alle difficoltà che incontra nella ricerca di una soluzione. Bisogna, invece, intervenire rapidamente anche per scongiurare qualsiasi esasperazione della vertenza». Lo dice il segretario nazionale della Fiom-Cgil, Laura Spezia.
«E' compito del Governo impedire che un'azienda come Alcoa, produttrice di un bene primario, quale l'alluminio, per l'industria del nostro paese possa chiudere e determinare un crollo occupazionale in un territorio già così provato come il Sulcis Iglesiente. Le istituzioni nazionali e regionali devono mettere in atto tutte le iniziative necessarie per assicurare un futuro allo stabilimento di Portovesme. Ciò a partire da un intervento sul costo dell'energia e da immediati investimenti nelle infrastrutture portuali se si vuole assicurare il futuro occupazionale e produttivo sia del territorio sia di un settore così importante per il nostro paese».

CISL: Da Governo azioni concrete per attrarre investitori - «E' necessario lavorare in queste ore con il massimo impegno e responsabilità per scongiurare il rischio della chiusura dell'impianto Alcoa di Portovesme che determinerebbe drammaticamente l'ennesimo colpo durissimo al nostro sistema industriale e all'economia della Sardegna». E' quanto sostiene in una nota il segretario confederale della Cisl Luigi Sbarra, intervenendo sulla vicenda Alcoa.
«Governo e forze politiche che conoscono da molto tempo la vertenza non possono solo prendere atto delle difficoltà di costruire sbocchi positivi, ma devono risolvere in tempi rapidi criticità di contesto che sono alla base di molte crisi aziendali, ricercando soluzioni strutturali anche con nuovi provvedimenti legislativi capaci di incoraggiare l'interesse di nuovi investitori rispetto al futuro di Alcoa e di altre realtà produttive».
«Il primo nodo da affrontare e risolvere - sottolinea Sbarra - è quello dell'alto costo dell'energia unito alle problematiche dell'adeguamento infrastrutturale che è alla base della crisi Alcoa come di altre aziende energivore».