22 settembre 2020
Aggiornato 17:30
La crisi del debito sovrano

Moody's punta i riflettori su 3 «primi della classe» UE

L'ultima bordata da parte di una agenzia di rating verso l'Europa, quella di Moody's, ha preso di mira anche tre paesi con la tripla A. Francia, Austria e Gran Bretagna. In Francia il ministro delle Finanze Francois Baroin ha attribuito tutta la colpa «ai rischi che pesano sull'area euro»

ROMA - Si è salvata solo la Germania. Perché l'ultima bordata da parte di una agenzia di rating verso l'Europa, quella di Moody's, ha preso di mira anche tre paesi con la tripla A. Francia, Austria e Gran Bretagna. Ieri notte l'agenzia è intervenuta su 9 paesi dell'Unione europea, alcuni con immediati declassamenti di rating, come Italia e Spagna, altri come i tre sovra citati con un peggioramento delle prospettive sul rating, preludio di possibili tagli nei mesi a venire. Partendo da situazioni diverse ognuno di questi paesi «primi della classe» ha reagito a modo suo.

In Francia il ministro delle Finanze Francois Baroin ha attribuito tutta la colpa «ai rischi che pesano sull'area euro», e «prendendo atto» dell'outlook negativo ha rivendicato «le poderose avanzate istituzionali» compiute negli ultimi mesi dai paesi Ue verso disciplina di bilancio e solidità. Baroin ha ribadito la determinazione del governo a portare avanti la sua azione di risanamento dei conti ma anche a favore del rilancio dell'economia.

In Gran Bretagna il suo omologo George Osborne ha cercato di far passare il tutto come qualcosa di favorevole alla linea del governo. «Si tratta di un richiamo a tutto il sistema politico, sul fatto che il paese deve occuparsi del suo debito», ha detto, sostenendo che il monito di Moody's è un richiamo all'attuazione delle misure di risanamento approntate dal governo, in buona parte tagli al welfare. Ma è stato duramente contestato dall'opposizione, secondo cui l'austerità senza crescita è un modo di autoinfliggersi danni.

Infine l'Austria, il cui ministero delle Finanze è quello che ha più apertamente contestato Moody's: pronostica un aumento del debito-Pil del paese laddove il piano di risanamento su cui il governo è impegnato prevede all'opposto riduzioni sia del deficit che del debito-Pil sul 2012. Inoltre Vienna contesta anche i timori dell'agenzia sull'esposizione delle banche austriache verso i paesi dell'est Europa. «Il settore sta rafforzando le sue basi patrimoniali - ha detto ancora il ministero - ci aspettiamo che in futuro Moody's ne tenga conto».

Sui mercati infine le decisioni dell'agenzia stavolta non sembrano aver sortito grandi effetti. Per le Borse la seduta è stata poco mossa, e hanno sembrato reagire nel pomeriggio più che altro a dati deludenti che giungevano dagli Usa. A Milano il Ftse-Mib ha chiuso al più 0,47 per cento, Londra al meno 0,10 per cento, Parigi meno 0,26 per cento, Francoforte meno 0,15 per cento. Altalenante l'euro che è ridisceso sotto 1,32 dollari. Lievi fluttuazioni intanto hanno riguardato i titoli di Stato francesi a dieci anni, che hanno chiuso con rendimenti al 2,95 per cento dal 2,90 per cento visto in apertura, quelli dell'Austria al 2,93 per cento dal 2,89 per cento mentre i tassi sui «Gilt» britannici sono perfino scesi al 2,09 per cento dal 2,12 per cento dell'apertura. Poco mossi infine anche i Btp italiani, con rendimenti al 5,57 per cento e un differenziale sui Bund tedeschi al 3,67 per cento.