29 marzo 2020
Aggiornato 14:30
Riforma del mercato del lavoro

Camusso: Pronti a un nuovo patto ma l'articolo 18 non si tocca

Lo afferma il segretario generale Susanna Camusso, secondo cui la possibilità di un'intesa «dipenderà come sempre dal merito». Contratto unico? Nella proposta Ichino una massiccia dose di propaganda

ROMA - La Cgil è pronta a negoziare un patto con il governo, ma l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non si tocca. Lo afferma il segretario generale Susanna Camusso, secondo cui la possibilità di un'intesa «dipenderà come sempre dal merito. Ma se si vuole, più lavoro, più crescita, più uguaglianza nella distribuzione del reddito, serve un accordo. Questa è una necessità per il paese».

Nessuna possibilità di confronto, invece, sui licenziamenti. «Il governo deve sapere - sottolinea la Camusso in un'intervista alla Repubblica - che sull'articolo 18 noi non trattiamo. Lasciamo perdere i totem o i tabù: l'articolo 18 ha una funzione deterrente per i licenziamenti senza giusta causa. Per questo non può essere nè aggirata nè modificata».

Negativo anche il giudizio sulla proposta di contratto unico del giuslavorista Pietro Ichino. «Nella proposta Ichino - sostiene il leader della Cgil - c'è una massiccia dose di propaganda. Si sostiene che serva a superare il dualismo del mercato del lavoro, però introduce una nuova forma di contratto, cosa di cui non c'è alcuna necessità, mentre bisognerebbe ridurre le tipologie contrattuali e far costare di più i contratti flessibili».

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