4 agosto 2020
Aggiornato 18:00
Riforma del mercato del lavoro

PD in allerta sull'articolo 18, ma Palazzo Chigi smorza la tensione

La prima pagina di Repubblica ha sorpreso molti, nel Pd, stamattina e lo stesso vale per i sindacati. Ma il Premier nega le indiscrezioni. Damiano: «Non si tocchi quella norma». Napolitano: «Sindacati non siano sulla difensiva»

ROMA - La prima pagina di Repubblica ha sorpreso molti, nel Pd, stamattina e lo stesso vale per i sindacati. Le ultime chiacchierate prima delle feste tra Pier Luigi Bersani e Mario Monti sembravano avere disinnescato la mina dell'articolo 18, relegandolo a tema da affrontare eventualmente alla fine di un percorso di riforma complessiva del welfare e del mercato del lavoro e, comunque, solo dopo la concertazione con le parti sociali. Per questo, spiegano, da parte del Pd non sono mancati sondaggi informali con il Governo per verificare se fosse cambiato qualcosa rispetto al percorso che si era concordato. Di fronte alle rassicurazioni arrivate, alla fine la parola d'ordine di Bersani ai suoi è stata di non commentare le indiscrezioni della stampa. Il tutto mentre da palazzo Chigi cadono dalle nuvole e assicurano che non c'è alcun «motivo di tensione» tra il presidente del Consiglio e i partiti.

Lo stato dell'arte, spiegano fonti della presidenza del Consiglio, è fermo a quanto già si sapeva, non ci sono «fatti» nuovi, ovvero non ci sarebbe nessuna bozza di riforma che tocca l'articolo 18. Il Governo, viene precisato, per ora ascolta, il ministro Fornero oggi ha cominciato con la Cgil e proseguirà nei prossimi giorni con il resto delle parti sociali. Solo dopo toccherà ai partiti. Linea sulla quale confida proprio il Pd, dal momento che tutti e tre i sindacati hanno detto no alle modifiche all'articolo 18. Anche perché, se la prudenza dettata da Bersani spinge quasi tutti al silenzio, non manca chi ribadisce la propria posizione: «L'articolo 18 non va toccato», dice Cesare Damiano. E, aggiunge Matteo Orfini della segreteria, «se il governo presentasse una proposta come quella apparsa sui giornali il Pd non dovrebbe votarla».

Napolitano: Sindacati non siano sulla difensiva - «Ci sono cose che cambiano e dunque cose che non si possono più difendere. Bisogna capirlo e capirlo per tempo. Quando non ci si riuscì, si subirono sconfitte storiche, come negli anni 50 alla Fiat. E io le sconfitte non le dimentico...». E' quanto avrebbe detto ieri il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, conversando a Napoli con alcuni operai nella sala della Fondazione Mezzogiorno Europa, secondo quanto riporta la Stampa.

«I Sindacati non stiano sulla difensiva» - Ripercorrendo le difficoltà del passato e dell'attualità, nel corso dell'incontro svoltosi a porte chiuse Napolitano avrebbe aggiunto, sempre secondo quanto riporta il quotidiano di Torino: «Discussi perfino con Amendola. Lui infatti era convinto che la classe operaia dovesse affrontare i sacrifici necessari senza chiedere nessuna contropartita. A me invece sembrava giusto che chiedesse in cambio l'avvio di una stagione di riforme, almeno in materia di politica industriale e sociale. E infatti nel 1978 fu avviata una grande riforma, quella sanitaria. Siamo di nuovo in condizioni di enorme difficoltà - rileva il capo dello Stato - e dobbiamo dire che c'è qualche responsabilità davvero collettiva... . Quel che mi auguro è che il movimento dei lavoratori dia di nuovo prova di saper guardare agli interessi generali e non stia sulla difensiva: a quel tempo lo fece».
«Oggi siamo in salita - conclude Napolitano, secondo la Stampa - una salita faticosa: ma quaranta giorni fa la strada era in precipitosa discesa. Io dico che è sempre meglio fare fatica per salire, piuttosto che precipitare...».