5 giugno 2020
Aggiornato 08:30
Autunno sull’Atlantico

Baccalà in Portogallo

Il clima dolce dell’Algarve invita al viaggio in una terra dove l’influsso atlantico si fonde con quello mediterraneo, ai margini della Corrente del Golfo

FARO – La sigla IATA da inseguire è FAO, in effetti per una volta non molto diversa dalla denominazione originale della località dal nome evocativo, e che ricorda scogliere attaccate da ondate che si infrangono fino ai margini delle abitazioni dei guardiani dei fari portoghesi, in realtà quasi tutti pensionati e sostituiti da figure meno romanzesche quali sono gli impianti elettrici automatizzati.

Noleggiando un’auto all’aeroporto si potrà percorrere un bell’itinerario di tre o di sette giorni, a seconda della disponibilità di tempo e di budget, percorrendo itinerari che sempre e comunque culmineranno all’ora di pranzo o della cena con il prodotto principe della gastronomia portoghese: il bacalau, così come si scrive e si pronuncia.

Crocchette di baccalà
Crocchette di baccalà ()

25 CHILI A TESTA - Il consumo pro capite di pesce salato o essiccato è formidabile, tanto da rendere la piccola nazione atlantica la più grande importatrice al mondo, mentre un tempo, già dal ‘500, gli spavaldi navigatori portoghesi andavano a pesca fino ai confini del grande nord per poi conservare i merluzzi sotto sale fino al  ritorno in patria. Il ricettario è come facilmente pensabile il più vasto possibile, a cominciare dalle golosissime crocchette. In realtà dentro le mitiche crocchette de bacalau ci sono più patate che pesce, quest’ultimo ben ammollato, cotto e tritato, prima di essere unito alle patate bollite e al soffritto di cipolla sfumata al vino bianco. Quatto uova per un chilo e mezzo di impasto daranno più sicurezza alla massaia, addensando ed eliminando il rischio che le piccole quenelle si rompano al momento di essere calate nell’olio bollente.

La terrazza del ristorante Vila Joya
La terrazza del ristorante Vila Joya ()

DOVE - Come il prezzemolo, che accompagnerà ogni vassoi colmo di crocchette, anche per osterie e taverne non mancheranno praticamente mai, quindi è inutile fornire alcuni indirizzi e dimenticarne altri, mentre per i più curiosi e raffinati, sull’itinerario che collega le bellissime spiagge dell’Algarve, da Faro verso Albufeira, Portimao, Lagos e Sagres, sarà proprio dalle parti di Albufeira che si potrebbe cenare in uno dei più belli (ma anche buoni) ristoranti vista mare d’Europa, il Vila Joya, due stelle Michelin e nei primi 50 al mondo per la WBR San Pellegrino. Per l’esattezza «vista oceano» dalla terrazza degradante sulle scogliere della meravigliosa villa arredata in toni chiari, dove la raffinatezza e la precisione della cultura gastronomica mitteleuropea si fonde con i sapori intensi di questa regione, estrema geograficamente, così come nei sapori della terra e del mare.

LANDS END - O Finis Terrae, ma qui è l’inglese a dominare come lingua secondaria al portoghese, proprio perché i britannici sono i clienti e gli investitori più affezionati all’Algarve, forse per caratteristiche territoriali simili ad alcune zone della Scozia e dell’Inghilterra, con la fondamentale differenza di temperatura media, peculiarità che ha fatto si che tutto l’entro terra - ma anche alcune zone costiere - siano disseminate di stupendi e ventosi campi da golf. Uno dopo l’altro, come una sequenza di buche da concorso, si arriverà alla fine del mondo, di questo mondo, a Sagres, dove l’ultimo faro indicherà che oltre, verso ovest, non si può andare. In ultimo l’abbinamento enologico : il Vinho Verde, di nome e di fatto. Ben freddo, come le acque atlantiche.

Link utili:
Lisbon International Airport

Sagres : il faro San Vicente
Sagres : il faro San Vicente ()

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