21 ottobre 2019
Aggiornato 16:30

Corsi al Diario Motori: «Marquez ha qualcosa in più di Valentino Rossi»

Il pilota di Moto2 ci dice la sua sulla classe regina: «Marc è il Maradona delle due ruote, un fenomeno nel controllo del mezzo. Ma Dovizioso lotterà con lui per il titolo»

ROMASimone Corsi, parliamo di come vedi la MotoGP dalla prospettiva del pilota. Marc Marquez è il mostro sacro, ritenuto il favorito d'obbligo: tutti si chiedono che cosa abbia in più degli altri, tu ti sei dato una risposta?
Io l'ho seguito fin dal primo anno in cui è arrivato nel Mondiale, il 2008: era piccolissimo e già andava forte. Penso sia un fenomeno, come Maradona nel calcio, come lo è stato Valentino Rossi ma forse con qualcosa ancora in più, anche per via della sua giovane età.

Che cosa ha in più, secondo te?
Non lo so. Qualcosa in più di tutti noi.

Forse non lo sa neanche lui, gli viene naturale.
Ha un controllo del mezzo che non ha nessuno.

Il fatto che riesca a tenere in piedi la moto anche quando è caduta.
La riprende sempre. Una volta è fortuna, due volte è fortuna, ma quando lo fa per venti volte è bravura.

Se fossi in lui, tenteresti l'avventura con un'altra squadra dopo la Honda? Si parla di Ktm...
Sicuramente lo farà, non so se in tempi brevi o più avanti. Per me sarà Ktm o Ducati, lo vedrei molto bene anche alla Rossa.

A proposito di Ducati, tu conosci bene e da tanti anni Andrea Dovizioso, di cui fosti compagno di squadra a inizio carriera. Come hai visto quello scatto mentale che ha compiuto dalla fine del 2016?
Credo che l'anno scorso, con l'ingaggio di Lorenzo in Ducati, Andrea abbia avuto uno stimolo in più. Lui è un pilota veloce, lo conosco dalle minimoto e poi da quando arrivò nel Mondiale, ero suo compagno di squadra quando lo vinse. È sempre stato veloce e soprattutto è un bravo ragazzo, ci sono sempre andato d'accordo. Nel 2017 ha fatto un salto di qualità, nessuno si aspettava, e forse neanche lui, di vincere sei Gran Premi e giocarsi il Mondiale con Marc Marquez. È andato fortissimo. Lui è un pignolo sulla messa a punto della moto, in Ducati uno come lui è un valore aggiunto anche per lo sviluppo. Per me anche quest'anno sarà lì a giocarsi il campionato.

E Jorge Lorenzo come lo vedi?
Nelle ultime gare l'ho visto in crescita. Sicuramente non si è adattato benissimo alla Ducati, ma dopo tantissimi anni in Yamaha non era facile. Quest'anno andrà forte.

Volevo farti una domanda anche su quello che è successo a Jonas Folger. I colpi di sfortuna a livello fisico possono capitare, ma può essere impegnativo gestire la pressione di una stagione così lunga?
Quest'anno abbiamo visto due o tre casi di piloti ritirati, per motivi diversi tra di loro: oltre a lui anche Guevara in Moto3 e Faccani dalla Superstock. Quanto a Folger, l'anno scorso sembrava che avesse risolto i suoi problemi fisici e ora pare più una difficoltà a livello mentale. Stare nel Mondiale per tanti anni può essere uno stress, ma siamo comunque fortunati a fare della nostra passione un lavoro. Andare in moto è più un divertimento, anche se il contesto sicuramente porta tanti sacrifici, tanta pressione, e i quattro giorni delle gare non sono facili per nessuno. Ma io mi diverto comunque.

Questo, come dice anche Valentino Rossi, è il segreto per durare tanto...
Ce lo insegna lui, che per tanti anni è stato sempre al top. Penso che si diverta sempre. Come esempio dobbiamo prendere lui, perché penso che ogni volta che lo metti sopra a un motore si diverta. Dopo venti anni e dopo tutto quello che ha vinto sta ancora lì a girare tutti i giorni.

Gli altri si ritirano e voi tenete duro!
Finché ci saranno la possibilità, la voglia e il divertimento, continuiamo...Moto