4 aprile 2020
Aggiornato 18:30
Formula 2 | Monza

Leclerc: «Correre con la Ferrari? Sarebbe un sogno»

Il baby ferrarista della Driver Academy di Maranello, dopo una stagione pressoché perfetta nella serie cadetta, si sente pronto alla promozione in Formula 1: «Penso di aver dimostrato di cosa sono capace e spero di averli convinti a darmi un'opportunità». Magari, un giorno, proprio alla Rossa

MONZA – Un weekend diverso dagli altri, quello del Gran Premio di Monza, anche per Charles Leclerc: che di passaporto è monegasco, ma corre per un team italiano in Formula 2 (la veneta Prema) ed è membro del vivaio della Ferrari. Ragioni sufficienti per meritarsi l'abbraccio dei tifosi locali: «È incredibile essere qui ogni volta, molto speciale anche per me che non sono italiano – ha raccontato il baby ferrarista ai microfoni del Diario Motori, a margine della partita della Nazionale piloti che ha aperto il fine settimana di gara – Facendo parte della Ferrari Driver Academy sento un grande sostegno da parte dei tifosi e per me è come se fosse una gara di casa, anche se non sono veramente a casa».

Pronto al salto
Leclerc, poi, giunge a Monza sull'onda di una stagione nella serie cadetta che è stata finora pressoché perfetta: «Questo è il risultato di un grandissimo lavoro che abbiamo svolto con il team durante i test invernali per farci trovare pronti alla prima gara. Poi, ovviamente, non ci aspettavamo un debutto del genere. Ma la stagione è ancora lunga, anche se mancano solo due gare: dobbiamo continuare a spingere e continuare ad impressionare più persone possibili». A partire dagli uomini che contano nel Mondiale, dove punta ad essere promosso nella prossima stagione: «Impressionare la Formula 1 è il mio primo obiettivo – ammette Charles – Per me è ancora lontana, ma mi sento pronto: penso di aver dimostrato quello che potevo fare in Formula 2, che è l'ultimo passo prima della F1. Spero di avere la mia opportunità e per questo devo spingere fino all'ultima gara, augurandomi che sia sufficiente per convincerli a trovarmi un sedile». Magari, prima o poi, proprio quello della Rossa, che sta seguendo con attenzione i suoi passi nelle categorie inferiori: «Diventare un pilota della Ferrari un giorno, per me, sarebbe un sogno».

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