17 agosto 2019
Aggiornato 15:00
L'eroe dei due mondi si prepara alla nuova sfida

Alonso sbarca negli Usa: «Inizia il conto alla rovescia per Indianapolis»

Nel fine settimana che precede il GP di Russia, Fernando ha colto l'occasione per scoprire il paddock della IndyCar in Alabama: «Ora mi aspettano le prove al simulatore, poi quelle di qualifica e nel traffico. Per la 500 Miglia sarò pronto»

BARBER – Primo contatto per Fernando Alonso con il mondo delle corse americane: il due volte campione del mondo di Formula 1, che tra un mese esatto correrà la mitica 500 Miglia di Indianapolis, è sbarcato nel paddock della IndyCar Series in occasione della gara prevista in Alabama. «È la mia prima volta qui ma spero non l'ultima: vorrei tornare a vedere meglio l'Alabama, non solo il circuito – ha raccontato ai giornalisti in conferenza stampa – Dopo l'annuncio della mia partecipazione alla 500 Miglia di Indianapolis ho passato dieci giorni entusiasmanti. Ogni pilota vuole correre le migliori gare, contro i migliori piloti e con le macchine più veloci del mondo. Voglio fare esperienza e vivere una nuova avventura, non vedo l'ora, anche se so che sarà difficile: dovrò abituarmi alla macchina e alle tecniche di guida sugli ovali, ma il team mi aiuterà a riuscirci rapidamente. Sarà impegnativo ma anche emozionante, perché dovrò percorrere tutti i passi di apprendimento in due settimane. Dovrò fare un po' di viaggi avanti e indietro tra Europa e America, visto che la prossima settimana corro in Russia, poi tornerò per i test, poi ci sarà il GP di Spagna e finalmente la 500 Miglia. Un programma intenso!». Ma come è nato il suo interesse per le gare di oltreoceano? «Quattro o cinque anni fa iniziai a pensare a come crescere per diventare un pilota più completo. Per farlo devo vincere le gare più prestigiose del mondo: F1, 500 Miglia di Indianapolis e 24 Ore di Le Mans. La tripletta è un obiettivo ambizioso, perché solo un uomo ci è riuscito nella storia, e anche attraente. Ma non pensavo di poter tentare altre gare prima del mio ritiro dalla F1. Riuscirci quest'anno mi rende orgoglioso. Vincere sarebbe grandioso, ma serve che tante cose girino a tuo favore. Per ora la prendo come un'esperienza. Se la gara fosse domani non sarei pronto, perché non so nulla, ma affronterò un passo alla volta. Prima proverò a diventare bravo come gli altri al simulatore, poi nei giri di qualifica in solitaria, e infine nel traffico. Giorno per giorno, fino ad arrivare a domenica 28 pronto come tutti gli altri».