15 novembre 2019
Aggiornato 19:30

Fisichella: «La mia vita dopo la Formula 1»

Il 44enne pilota romano si confessa a 360° ai nostri microfoni: dalla sua nuova carriera nell'endurance alla crisi dei giovani piloti italiani, passando per lo scandalo Volkswagen e quello del suo sindaco Ignazio Marino

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ROMA – Incontriamo Giancarlo Fisichella quando indosso non ha la tuta da pilota, ma la giacca e la camicia da testimonial di Supercar, la fiera automobilistica della sua Roma. 42 anni, lontano dalla Formula 1 ormai da sei, ma senza per questo perdere il fisico asciutto da pilota professionista. E l'instancabile pazienza nel firmare autografi o scattare selfie con i tanti tifosi che ancora oggi lo tengono nel cuore e lo fermano durante il suo giro nei padiglioni. «Un giro molto interessante – racconta ai microfoni del DiariodelWeb.it – Ho visto tante novità, tante supercar, più l'area esterna dove ci si può divertire e fare esperienze con drifting e go-kart. Bellissimo per i grandi e per i bambini». Anche perché 'Fisico', in realtà, dal mondo dei motori non è mai uscito.

Il grande pubblico ti ha perso di vista quando hai lasciato la Formula 1, ma tu continui a dare gas. Meglio prima o meglio adesso?
Sono ancora in attività, sto correndo nell'endurance con la Ferrari 458 Gt2. Mi sono tolto tante soddisfazioni anche lì: ho vinto due 24 Ore di Le Mans e il campionato del mondo nel 2012 e 2013. Sono due realtà molto diverse, ma mi diverto comunque: questo è un campionato perfetto per me, vista la mia età e quello che ho fatto in Formula 1.

Tu e Jarno Trulli siete stati gli ultimi grandi rappresentanti dell'Italia dell'automobilismo. Perché i giovani italiani hanno così grande difficoltà ad affacciarsi, mentre nelle moto ce ne sono tanti?
Ci sono molte difficoltà. Il problema principale, ovviamente, è trovare sponsor, che soprattutto in questo momento di crisi non è facile. Ma c'è il sostegno di alcune scuderie, come la Ferrari, che da alcuni anni ha adottato un progetto per aiutare i giovani piloti. Speriamo che sia Raffaele Marciello che Antonio Fuoco, che fanno parte di questo progetto, riescano ad andare avanti.

Da grande conoscitore dell'industria dell'auto, invece, che futuro ci dobbiamo aspettare dopo questo ultimo scossone?
Lo scossone, ovviamente, c'è stato e non ha fatto bene né all'industria né al mercato in generale, proprio in un periodo in cui sembrava che i numeri andassero molto bene. Speriamo che i problemi si possano risolvere e che non influiscano sull'incremento delle vendite, che in effetti c'è stato.

Invece, da illustre romano, come vedi la situazione della città?
Un po' incasinata! Ho sentito che il sindaco Marino si è dimesso. Aspettiamo e vediamo cosa succederà.

Ma sei più speranzoso o più disperato?
Disperato mai. Bisogna sempre sperare che le cose vadano meglio. E che qualcuno porti avanti il progetto.