24 maggio 2022
Aggiornato 04:30
Calcio & Business

Andrea Agnelli: «La Superlega non è fallita»

Il Presidente della Juventus: «Il calcio in Europa ha un disperato bisogno di riforme. L'Uefa sapeva che come presidente della Juventus stavo lavorando a qualcosa di diverso». Allegri: «Dybala out. Scudetto? Impossibile»

Il Presidente della Juventus, Andrea Agnelli
Il Presidente della Juventus, Andrea Agnelli Foto: ANSA

«La Superlega non è fallita». Lo ha detto durante il Business of Football Summit, evento organizzato dal Finalcial Times, il presidente della Juventus Andrea Agnelli. «Ritengo che il calcio in Europa abbia un disperato bisogno di riforme - ha detto - l'Uefa sapeva che come presidente della Juventus stavo lavorando a qualcosa di diverso».

«Si tratta di un lavoro collettivo di 12 squadre che hanno firmato un contratto di 120 pagine, che resta vincolante per 11 di quei club. Il compromesso non è più una scelta, abbiamo bisogno di cambiamenti più profondi. Quello che pensiamo è che la struttura del governo non sia adatta allo scopo, non penserei ai prodotti alternativi ma a come è gestito il settore».

Quanto alla Juventus ha detto: «Se vedo il mio club giocare in Champions League tra 5 anni? Sicuramente lo vedrò impegnato nella principale competizione europea». Successivamente il presidente bianconero parla dello scioglimento della Uefa: «Mi siederò e sosterrò una governance trasparente. Aspetterò che il Consiglio di Giustizia Europeo ci faccia sapere se l'attuale organismo sia idoneo allo scopo».

Allegri: «Dybala out. Scudetto? Impossibile»

Ostacolo Spezia per la Juventus di Massimiliano Allegri che vuole dare seguito alla striscia di tredici risultati utili consecutivi. «Lo Spezia - afferma il tecnico bianconero - ha vinto quattro partite in trasferta, questo la dice lunga sulla difficoltà di questa gara. È una squadra che gioca, lascia sempre i tre davanti. Più si va verso la fine del campionato, più i punti diventano pesanti e più è difficile vincere le partite. Dovremo fare una partita tecnica, giocando con aggressività. Fortunatamente lo stadio sarà quasi pieno ed è importante, ci vorrà la spinta dei tifosi per portare a casa una bella vittoria».

Rugani è pronto per partire dall'inizio. Bonucci è fermo. Il recupero di Alex Sandro sta procedendo bene e spero di averlo per il Villarreal. De Sciglio non sarà convocato, perché ha un problema al ginocchio e può ancora peggiorare. Chiellini è ancora out, Bernardeschi è recuperato al 100%. «Dybala - continua - ieri è uscito anzitempo dall'allenamento, ha avuto un problema al flessore e non si sentiva la gamba libera, quindi è ancora fuori. Se volete lo convoco, ma non può giocare. Speriamo ci sia alla prossima. Dispiace perché aveva lavorato bene, ma purtroppo ha avuto un problema al flessore, non nello stesso punto della scorsa volta».

Poi Allegri parla della crescita della sua squadra: «A Firenze la squadra ha giocato con sicurezza, avendo subito delle situazioni su palle perse in contropiede. A Empoli potevamo far meglio nella fase difensiva. In questo momento, verso la fine del campionato e della stagione, il margine di recupero non c'è. Quindi gli errori si devono assottigliare».

Dybala ha detto che la Juve deve credere allo scudetto: «Non è questione di scaramanzia o ottimismo. C'è un pensiero, quello del club, che è sempre lottare per l'obiettivo maggiore. E su questo siamo tutti d'accordo. Poi però c'è la questione pratica, che riguarda i punti e i numeri. Cerchiamo di essere pratici e con i piedi per terra, perché poi quando si cade ci si fa male: noi siamo quinti, perché l'Atalanta ha una partita in meno e se vince il recupero siamo indietro negli scontri diretti. Seconda cosa, abbiamo tre squadre davanti. Terza cosa, servono minimo 84 punti per vincere lo scudetto. E noi non ci possiamo arrivare, mi dispiace. Quindi, visto che siamo quinti, dobbiamo pensare ad arrivare al quarto posto. Le parole le porta via il vento. Quando sei la Juve devi sempre puntare al massimo, anche in Champions nonostante ci siano otto squadre più forti di noi. In campionato purtroppo siamo lì e non ci possiamo fare niente».