27 ottobre 2020
Aggiornato 01:30
Calcio

Istanbul rinuncia alla finale di Champions? La UEFA cerca un'altra sede

La decisione definitiva verrà presa nel prossima riunione del Comitato Esecutivo prevista per il 17 giugno. Alla città turca assegnata finale in altra edizione. La Liga spagnola riprende l'11 giugno

Istanbul rinuncia alla finale di Champions? La UEFA cerca un'altra sede
Istanbul rinuncia alla finale di Champions? La UEFA cerca un'altra sede ANSA

La Turchia, in accordo con la UEFA, sta seriamente pensando di rinunciare alla finale di Champions che dovrà disputarsi senza pubblico il 9 agosto. La decisione definitiva verrà presa nel prossima riunione del Comitato Esecutivo prevista per il 17 giugno, ma si sta facendo larga la possibilità di uno spostamento della sede della finale: Lisbona, Germania e non solo.

Diverse le possibilità al vaglio della UEFA in caso di rinuncia definitiva della Turchia. Il New York Times parla di una rinuncia della città turca, vista l'indicazione di giocare a porte chiuse. «Sul calendario e il format tutte le opzioni sono sul tavolo e una decisione potrebbe essere presa nell'Esecutivo del 17 giugno» hanno detto fonti di Nyon. Secondo il quotidiano americano, Istanbul sarebbe pronta a rinunciare in cambio di una riassegnazione in altra stagione.

La Turchia è attualmente in procinto di allentare le misure di blocco introdotte per arrestare la diffusione del virus e la sua stagione di calcio nazionale dovrebbe riprendere il 12 giugno. Potrebbero anche essere apportate modifiche al formato dell'Europa League, la cui finale si sarebbe dovuta giocare questa settimana a Danzica.

Premier, almeno sei incontri in campo neutro per evitare tifosi

In Inghilterra non preoccupa soltanto la pandemia in vista della ripartenza della Premier, ma anche il comportamento dei tifosi che potrebbero presentarsi ugualmente all'esterno dell'impianto. E così saranno almeno sei gli incontri della Premier League che si svolgeranno in campo neutro una volta che sarà ripartito il campionato inglese.

La prima partita che si giocherà in campo neutro, e ovviamente a porte chiuse, sarà Manchester City-Liverpool. A seguire anche Manchester City-Newcastle, Manchester United-Sheffield United, NewcastleLiverpool, Everton-Liverpool, e ogni incontro che potrà garantire al Liverpool la certezza matematica della vittoria della Premier League.

La Liga riprende l'11 giugno

«La Liga riprende, se Dio vuole, l'11 giugno. stiano lavorando perché sia tutto pronto. Il prossimo campionato inizierà il 12 settembre»: Il presidente della Liga, Javier Tebas, intervenuto alla tavola rotonda organizzata da Marca dal titolo Lo sport che verrà» ha confermato le date della ripresa del campionato in Spagna e quella della prossima stagione. «Speriamo che Madrid e Barcellona passino alla Fase 2. Ci sono più di 130 persone che stanno lavorando perchè tutto possa essere fatto in un modo nuovo. Viaggi, organizzazione, tutto».

«È importante che la sventura della pandemia non generi una sventura economica - ha aggiunto -. C'è molta demagogia: non mi ricordo di tutto ciò che abbiamo dovuto sentire che non abbiamo un cuore e cose del genere. L'industria è molto importante, generiamo l'1,37% del PIL, oltre 185.000 posti di lavoro diretti. Il ritorno del campionato non significa che non avremo perdite milionarie. I nostri club perderanno almeno 700 milioni di euro e dovranno essere recuperati». Tebas ha ringraziato la Federcalcio spagnola per l'ok alle partite di lunedì.

«Grazie alla RFEF saremo in grado di giocare questi cinque lunedì rimanenti - ha aggiunto - Speriamo che un giorno potremo giocare lunedì e venerdì senza dover negoziare». Tebas ha anche confermato che le partite saranno trasmesse gratuitamente nelle case di riposo: «Gli anziani hanno sofferto molto e continuano a soffrire.Con Mediapro che ha i diritti ci sono voluti 15 secondi per decidere».